Sabato 3 Dicembre

Mondiali Nuoto: l’emozione di Magnini e compagni dopo il bronzo nella 4×100

LaPresse/Reuters

Le parole piene di gioia degli atleti azzurri vincitori della medaglia di bronzo ai Mondiali di Nuoto di Kazan nella staffetta 4×100

Col tempo ho Imparato una lezione: non contano i tempi ma i ferri, le medaglie“. Cosi’ Luca Dotto, venticinquenne veneto di Camposampiero, vicecampione del mondo a Shanghai ’11 nei 50 sl, tesserato per la Forestale e Larus, dopo aver contribuito al bronzo vinto dalla 4×100 ai Mondiali di Kazan. “L’Italia non aveva mai avuto una staffetta così forte. Questo bronzo ce lo siamo meritato e traccia la strada in vista dei Giochi Olimpci dell’anno prossimo“. Felicissimo per il suo primo podio mondiale bomber Orsi che si scalda: “Finalmente una medaglia che ripaga di tante delusioni, che ci rinfranca e ci rende felici – parla il venticinquenne di Budri di Fiamme oro e Uisp Bologna – Sapevamo che potevamo ottenere un successo così importante ed abbiamo dato tutti il massimo. E’ una vittoria della squadra“. Al primo squillo mondiale anche Michele Santucci, terzo frazionista: “Ho commesso qualche errore perchè sono uscito schiacciato sulla corsia – afferma il ventiseienne di Castelfiorentino tesserato Fiamme Azzurre e Larus – però il risultato è quello che conta. Potevo limare qualche decimo ma salire sul podio mondiale mi inorgoglisce“. Il piu’ entusiasta di tutti è Filippo Magnini, il capitano: “Sono felicissimo – ammette Magnini, che torna sul podio iridato otto anni dopo il bis d’oro nei 100 stile libero e l’argento nella 4×100 stile libero di Melbourne – Sapevamo che Francia e Russia erano imprendibili. Abbiamo battuto il Brasile che ha un età media più bassa della nostra“. “Ho dato la vita in gara, passando veloce come non mai. I ragazzi sono stati bravissimi. Dotto ha aperto alla pari con gli altri, mentre Orsi ci ha portato in zona medaglia. Santucci ha consolidato le posizioni. Sapevamo che non avrebbe tradito. E’ un trattore. Lui fa il lavoro sporco determinante in una squadra. Lo chiamiamo il vaporetto di Cortona perchè non salta mai una corsa. Gli avevo chiesto di portarmi vicino agli altri, poi ci avrei pensato io. Prima della gara gli ho detto: ‘Oggi ti faccio vedere perchè ho vinto due Mondiali’. Sono felice che delle tre medaglie iridate della 4×100 due portino il mio nome. Tra un anno ci sono le Olimpiadi. Non credo che gli Stati Uniti ci faranno un altro regalo e sarà dura competere col Brasile che nuoterà in casa; noi ci arriviamo terzi al mondo malgrado qualche imperfezione. Vuol dire che possiamo migliorare e poi potremmo ritrovare Luca Leonardi, quest’anno fermato dagli infortuni”. Dall’oro nei 100 stile libero di Montreal sono passati dieci anni: “Mi sembra ieri – conclude – anche le medaglie sembrano uguali, fatte di metallo e acqua cristallizzata come allora“.