Sabato 10 Dicembre

L’incubo è finito, Castan è tornato

LaPresse/Alfredo Falcone

Il cavernoma la malattia che ha sconfitto, la Roma il suo grande amore: “Mi hanno aiutato in un periodo buio, sarò sempre in debito con loro”

“Se fossi stato in un’altra squadra avrei probabilmente smesso di giocare. Non solo non hanno mai preso in considerazione l’idea di rescindere il contratto con me, ma avevo appena rinnovato, e avevo quindi uno stipendio superiore. Poi avevano appena venduto Benatia e io avrei dovuto gestire la difesa. Non mi sono mai sentito abbandonato”.

castan Incubo finito per Leandro Castan, il pallone torna a rotolare tra i suoi piedi e lui si sente nuovamente felice come un bambino, padrone di quella felicità che un male gli aveva tolto. Il centrale brasiliano racconta al quotidiano brasiliano Diario De Sao Paulo, il prima e il dopo del suo problema, da quando è arrivata la diagnosi per l’ex Corinthians: un cavernoma, una malformazione vascolare del sistema nervoso centrale, di tre centimetri nel cervello. “Sono andato a Roma per chiedere la rescissione del contratto e tornare in Brasile per stare vicino alla mia famiglia. Tutto questo nel mese di ottobre. Ma il direttore sportivo Sabatini ha detto di no alla rescissione del contratto e mi ha dato un paio di settimane per pensare meglio a quello che avrei voluto fare con la mia vita”, ha raccontato il difensore brasiliano.

LaPresse/Alfredo Falcone

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“Un giorno, ero seduto a casa sul divano, da solo, a guardare il campionato italiano. Ho pensato ‘ho solo 28 anni, potrei giocare altri sei o sette anni e ho sempre vissuto il calcio’. Non potevo mollare. Poi ho chiamato il medico e ho fissato l’intervento chirurgico per l’inizio della settimana successiva. Non volevo aspettare Natale, altrimenti avrei desistito nuovamente”, ha aggiunto Castan. La difficoltà più grande è quando il difensore scopre il suo problema, lì iniziano le difficoltà: “Iniziai con problemi alla vista. L’ho curato, stavo migliorando, ma quando stavo per rientrare mi è arrivato lo stop dai medici e l’invito a operarmi. Ma il medico è stato molto chiaro: il rischio di perdere la vita è stato di circa l’1%. C’era anche un rischio del 10% di avere la bocca storta, di avere problemi al movimento. Il rischio di non essere in grado di tornare a giocare è stato del 20%”.

leandro castan Infine, l’ottimismo del centrale brasiliano: “Non avevo mai fatto un lavoro così sul mio fisico. Certo, mi manca ancora il ritmo di gioco, la velocità, i tempi. Ma questo ha a che fare col fatto che non gioco 90′ dal luglio del 2014, contro il Real Madrid, negli Stati Uniti. Voglio essere di nuovo protagonista: è questo il mio obiettivo. Ho avuto paura di non poter tornare a giocare. Non mi vedo lontano da questo club. Sono fortemente in debito nei confronti della società e dei tifosi, che mi sono stati vicini. Al 100% resterò, almeno in questa stagione, poi ho altri tre anni di contratto. Devo recuperare il ritmo di gioco e le amichevoli mi stanno aiutando”. La Roma nel cuore, la Roma nel futuro: “Non riesco a vedermi lontano da Roma. Ho un grande debito verso la società e i tifosi, che mi hanno abbracciato e aiutato. Sono sicuro più del 100% che resterò qui. Almeno in questa stagione, anche se ho un contratto triennale”. Castan torna bambino, riassapora la bellezza del gioco del calcio, il guerriero ha dimostrato la sua forza perché, non è forte chi non cade, ma chi cade e si rialza.