Domenica 4 Dicembre

La vita va presa a colpi di pagaia. Antonio Rossi, la leggenda della canoa italiana

Marco Lussoso/Lapresse

5 Olimpiadi e 5 medaglie, una storia che si snoda da Barcellona 1992 a Pechino 2008. Antonio Rossi, 16 anni di competizione con la canoa nel cuore

Riuscire nell’impresa di far grande il proprio sport sconosciuto ai più, e far associare a quella disciplina il proprio nome è un’impresa ardua da affrontare, figuriamoci da portare a termine. Antonio Rossi c’è riuscito, ha superato le barriere dell’anonimato e ha indotto la maggior parte degli sportivi ad associare il suo nome a quello della canoa, la disciplina da lui praticata.

Marco Lussoso/Lapresse

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Non è un compito  che si può portare a termine da un momento all’altro, servono coraggio, determinazione e qualcosa come 5 Olimpiadi vissute da protagonista, per poter entrare a far parte dell’Olimpo dello sport e della canoa in particolare. Inizia a dedicarsi al Kayak fin da piccolo, quando la sua carta di identità indica solamente 14 anni. La prima squadra è la Canottieri Lecco ma ben presto entra a far parte delle Fiamme Gialle (Guardia di Finanza), di cui ancora fa parte. Ottiene fin da subito buoni risultati sia nel kayak singolo (K1), centrando il bronzo ai campionati del mondo del 1997, sia nel K2 che diventerà la disciplina a cui sono legati i più importanti successi di Rossi. Prima presenza ai giochi olimpici a Barcellona 1992 e prima medaglia (bronzo) nel K2 500m insieme a Bruno Dreossi. L’Olimpiade della consacrazione arriva 4 anni dopo, è ad Atlanta che Antonio Rossi si fa conoscere dal mondo dello sport italiano, entrandoci dalla porta principale. Oro nel K1 500m, e bis dello stesso metallo nel K2 1000m insieme a Daniele Scarpa. Atlanta è il trampolino di lancio e, ormai in volo, il canoista di Lecco continua a sognare, mettendosi in tasca, nel 1998, ai mondiali di Szeged (Ungheria), l’ennesimo oro nella categoria K2 200m.

lapresse

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A Sydney 2000 Rossi si presenta con un nuovo compagno, è Beniamino Bonomi il prescelto con cui si porta a casa la medaglia d’oro nel K2 1000m. La stessa coppia è ai nastri di partenza anche ad Atene nel 2004, risultato meno pregiato ma comunque notevole: medaglia d’argento sempre nella categoria K2 1000m. Ma il riconoscimento più bello e gratificante per Rossi arriva nella quinta e ultima Olimpiade della sua carriera, Pechino 2008. Il CONI, considerata la sua superlativa carriera sportiva, caratterizzata da 5 medaglie olimpiche, lo nomina portabandiera! Guidare la delegazione italiana, entrare per primo nello stadio di Shanghai portando la bandiera tricolore in mano è la ciliegina sulla carriera di Rossi, la corona posata sul capo di una scintillante vita sportiva. Il primo canoista portabandiera: un record! Pechino diventa teatro delle sue ultime apparizioni con la pagaia in mano, da quel momento in poi si occupa di politica e diviene anche il Presidente della Commissione Atleti Europei. Uno sportivo a tutto tondo capace di portare alla ribalta una disciplina poco conosciuta, uno sport che ormai non può più prescindere da lui, Antonio Rossi, il canoista di Lecco che fece grande la canoa.