Domenica 11 Dicembre

La club house: il convivio del Rugby

La club house del rugby: il punto di ristori, dove le due squadre avversarie si ritrovano dopo il match

Ai tempi dei nostri antenati, gli antichi romani che hanno portato la gloria e la cultura di Roma e dell’Italia ad espandersi in quasi tutta Europa, il convivio era un must irrinunciabile.
Quei sontuosi banchetti, quelle grandi tavolate di cibo e vino accompagnate dalla musica, si sono persi col passare del tempo. Ma così non è stato per il rugby.
Sarà perché è lo sport per “guerrieri”, vuoi perché per il rugbista il cibo è come il “tea” delle 5 per la Regina Elisabetta, nel rugby il banchetto post partita – chiamato terzo tempo – non è stato dimenticato, anzi è forse uno dei momenti più importanti di questo sport.
Dimentichiamoci la figura del rugbista che mangia e beve a più non posso, e immaginiamoci invece due squadre avversarie, che dopo aver dato tutto sul terreno di gioco senza risparmiarsi, brindano e mangiano assieme nella più classica delle scene conviviali.
Tutto questo avviene nel mondo del rugby, e più precisamente nel fantastico mondo della Club House.
La Club House è quel bar tavola-calda, punto di ristoro che accompagna ogni campo da rugby. I più piccini la vedono come il luogo sicuro dove poter svolgere i loro giochi alla scoperta del mondo e i più grandi, invece, sanno che la Club House è un porto sicuro dove poter andare in qualsiasi momento della propria giornata.
Insomma, è grazie a questi punti di ristoro che il rugby è quello che è, uno sport di combattimento nel quale viene concepita la tolleranza e il rispetto per l’avversario indipendentemente dal risultato, nella più classica delle scene conviviali.
Ave a te o Club House!

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet