Lunedi 5 Dicembre

Katie Ledecky e Bronte Campbell, le regine di Kazan

LaPresse/Reuters

Mondiali di Nuoto, sorprese e non a Kazan 2015: Katie Ledecky e Bronte Campbell sono le Regine

LaPresse/Xinhua

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Una era la protagonista più attesa, l’enfant terrible del nuoto, primatista mondiale di 400m, 800m e 1500m, arrivata in Russia per stupire e portare via a mani basse tutti gli ori possibili dello stile libero. L’altra si presentava più semplicemente come la sorella minore di quella forte, la meno talentuosa e di sicuro la meno vincente.  Eppure la statunitense Katie Ledecky e l’australiana Bronte Campbell a Kazan hanno vinto in coppia tutte le gare dello stile più puro ed essenziale del nuoto.

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Bronte, classe ’94, ha iniziato alla grande il suo mondiale vincendo insieme alla sorella Cate, nata nel 1992 e sulla carta più forte, la staffetta 4x100m sl con la nazionale australiana. È proprio questo il momento in cui il suo campionato del mondo è esploso, con due affermazioni inattese e monstre che l’hanno resa un vero crack di quest’edizione dei mondiali Fina. Oro nei 50 e nei 100m sl, con l’élite del nuoto femminile tutto alle spalle, tutte appaiate dietro di lei, la Campbell di scorta, quella di riserva. E invece questa australiana dal sorriso contagioso ha creato un trittico d’oro (più un ulteriore bronzo nella staffetta 4x100m misti) che la rende una delle sorprese più belle e positive del nuoto 2015. E chissà adesso le gerarchie in casa come verranno riviste …

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Chi è arrivata a Kazan per fare il botto con l’ambizione dichiarata di vincere tutti i titoli dello stile libero dai 200m ai 1500m, è invece Katie Ledecky. Obiettivo colto in pieno (ne sa qualcosa la nostra Pellegrini …), 5 ori di cui 4 individuali, 3 record mondiali ritoccati e l’ennesima dimostrazione lampante di una forza tanto brutale quanto senza prove d’appello per le avversarie. La 18enne Katie sembra un terminator sportivo: i suoi occhi non lasciano trasparire paure sui blocchi di partenza ma forse perdono di umanità al momento della vittoria. Speriamo solo non smarrisca l’amore per il nuoto, che trovi in esso un piacere piuttosto che un dovere. Ciò che rimane sicuro però è che nell’anno pre Olimpiadi in cui Missy Franklyn ha veramente pensato poco al nuoto per sua stessa ammissione, la Ledecky sembra destinata a divenire l’atleta di punta della selezione statunitense, senza distinzioni alcune fra uomini e donne.