Domenica 11 Dicembre

Italia-Scozia: analisi della partita

LaPresse/Fabio Ferrari

L’analisi del test match di rugby tra Italia e Scozia in vista della Rugby World Cup

Dopo gli 80 minuti di Torino cosa possiamo capire di questa nostra Italia? La risposta a questa domanda è più difficile di quel che potrebbe sembrare.
Allora partiamo dalla base.
Il CT Brunel nella settimana precedente al test-match aveva dichiarato che la formazione sarebbe stata “per vincere” ma allo stesso tempo per provare le possibili combinazioni di giocatori.
Tommaso Allan dal suo ha fatto una buona prestazione, calciando con una buona percentuale da fermo, anche se le scelte di gioco fatte sembravano quasi troppo macchinose.
Non ci si capacita, d’altro canto, il cambio per Canna a 4′ dal termine sembra più un “contentino” dato al beneventano e non una prova reale.
L’altro grande osservato era Tommaso Benvenuti, lui tornato nel giro della nazionale in punta dei piedi, giovane talentuoso che aveva lasciato una buona impressione nel 6 Nazioni di 2 anni fa, ha fatto il suo impattando ad alta velocità e riuscendo anche a trovare qualche falla nella difesa avversaria.
Chissà se si sarà meritato il posto per Brunel, quello che è certo, è che ai centri con Morisi e Campagnaro formerebbero un bel triumvirato di livello che porterebbe anche una sorta di “cambio di qualità”.
Insomma in questi 80 minuti abbiamo visto una buona Italia, a tratti, con i giovani innesti si, anche se non tutti. Ma quello che più spaventa è il fatto di avere così tanti dubbi da risolvere a meno di un mese dall’inizio della RWC.

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet