Mercoledi 7 Dicembre

Inter, la musica non cambia: per vincere ci vuole il colpo del talento

LaPresse/Spada

L’Inter di Mancini sembra la stessa dello scorso anno, ma il talento di Jovetic cambia le sorti del match

Assistendo ieri a Inter-Atalanta si aveva la sensazione che il tempo non fosse passato. E che tutto, nella formazione nerazzurra di Milano, fosse rimasto identico alla stagione scorsa. Poi, con calma, ci si accorgeva che gli interpreti in campo erano cambiati: non c’erano i Ranocchia e i Kovacic, in effetti. E sul rettangolo di gioco facevano il loro debutto molti nuovi giocatori di calcio. Ma la sostanza, il gioco, la forma, erano immutati. La partita era una fotocopia di tante altre partite giocate dall’Inter nel campionato terminato prima dell’estate. Il gioco lento, prevedibile, senza sbocchi. Continui passaggi in orizzontale, mai una verticalizzazione, mai un’invenzione, mai un guizzo. La solita Inter del maestro Mancini, insomma. Cambiano i musicanti, non la musica. E così, come sempre, ci vuole il colpo di fortuna, il colpo del talento, il colpo di chi sa giocare a calcio: l’assolo. Jo-Jo, al 49 del secondo tempo (leggasi 49 del secondo tempo!), si trova sul suo lato preferito e, da campione, insacca nel sette della porta atalantina. E l’Inter vince a San Siro. Da non dimenticare: in 11 contro 10.