Domenica 4 Dicembre

Il keniano Yego vince la gara di giavellotto, passeggia Bolt

LaPresse/Xinhua

Un keniano vince l’oro nel giavellotto davanti a un egiziano: succede anche questo a Pechino

Gare di assoluto prestigio nella sera cinese di Pechino, con risultati che in molti casi hanno avuto un forte valore simbolico.

Una gara del giavellotto maschile combattuta fino all’ultimo lancio, con protagonisti attesi e piacevoli sorprese: il primatista stagionale, il keniano Julius Yego (unico a superare nel 2015 i 90 metri fra i partecipanti alla finale con 91m39) ha vinto un’incredibile medaglia d’oro per il suo Paese (di solito a dettar legge nel mezzofondo) con la miglior prestazione mondiale di 92m72. L’egiziano El Sayed ha vinto un’insperata medaglia d’argento con un lancio di 88m99 suo season best, mentre ha chiuso il podio il finlandese Pitkamaki, uomo plurititolato e medagliato, arrivato al bronzo a Pechino a 87m64 e che ha resistito al tedesco Rohler per soli 23 cm. Un favorito della vigilia come Vesely è arrivato solo ottavo mentre sentiremo parlare del tedesco Vetter, 7° alla sua prima finale importante a soli 22 anni.

I 400 metri con ostacoli donne, hanno visto andare in scena il duello Europa/Stati Uniti: a vincere la ceca Zuzana Hejnova con 53.50 (miglior tempo dell’anno), già campionessa del mondo a Mosca nella specialità, che ha battuto le statunitensi Shamier Little (giovanissima e a 53.94) e Cassandra Tate (bronzo con 54.02).

Nell’asta femminile la statunitense Suhr, campionessa olimpica a Londra, rimane ai piedi del podio e fallisce l’appuntamento iridato. A vincere la cubana Yarisley Silva con 4m90 davanti alla brasiliana Murer (4m85), mentre terza è arrivata la greca Kyriakopoulou con un balzo a 4 metri e 80. Grandissima combattente la cubana, sempre pronta ad aggredire le avversarie nel momento clou della competizione.

Nei 3000 metri siepi donne abbiamo assistito all’encomiabile tentativo dell’indiana Babar, in fuga fino al penultimo giro. Prima sul traguardo è però arrivata la keniana Jepkemoi con 9.19”11,  che ha battuto sulla linea del traguardo la tunisina Ghribi (ancora un argento per lei dopo Daegu2011 e Londra2012) e la 23enne tedesca Krause, inattesa sul podio e al bronzo finale lontano solo un centesimo dalla seconda piazza.

LaPresse/Reuters

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Ultima finale di giornata quella dei 400 metri piani maschili: è arrivato il tempone di 43″48, quarto all time, per il sudafricano Van Niekerk, mentre si sono dovuti accontentare dell’argento e del bronzo rispettivamente l’americano Merritt (43″65 e personal best) e l’atleta di Grenada Kirani James (43″78).

Si sono svolte infine  le semi finali dei 200 m maschili dei protagonisti attesi Bolt e Gatlin: tutto facile per i duellanti di questa nuova sfida mondiale. Gatlin ha corso in 19”87, miglior tempo della finale, mentre Bolt ha corso l’ultima delle 3 semi finali, rallentando ben prima del traguardo, come suo solito, ma stampando un 19”95 che gli ha garantito il secondo tempo della finale di domani. Un Bolt palesemente in controllo, tirato a lucido come non era lecito aspettarsi prima dell’inizio di questi Mondiali cinesi. Nella finale di domani anche il britannico Hughes e il turco Gulyiev (uniche presenze europee).