Sabato 10 Dicembre

Il gioco del Fantacalcio: passione pura

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Il gioco degli italiani, fra colleghi, amici o rivali: il Fantacalcio

Alzi la mano chi almeno una volta in vita sua non ha giocato al Fantacalcio: con i compagni di scuola, nelle scale di casa, sui banchi dell’università, con il vicino di ombrellone. Quando il fantacalcio comparve negli usi e nei costumi dei tifosi italiani, in pochi avrebbero scommesso sulla sua durata e su una potenza tanto forte da rivoluzionare in parte il tifo degli italiani, tutti allenatori o procuratori di assoluto prestigio nello scovare il talento da valorizzare e fare esplodere oppure nello scegliere l’ ”usato garantito” in grado di portare in dote goal, assist e prestazioni di un certo peso specifico.

Il gioco del Fantacalcio fu inventato in Italia dal giornalista Riccardo Albini nel 1988, il quale prese spunto da un passatempo americano basato sul baseball, “Fantasy Baseball”: Albini ha pubblicato nel 1990 il libro “Serie A – Fantacalcio”, una sorta di vademecum con regolamento definitivo alla cui stesura parteciparono anche Alberto Rossetti e Diego Antonelli. Solo 4 anni e il gioco acquisisce una popolarità inattesa con una partnership importante: è il 1994 quando il quotidiano sportivo più importante d’Italia, “La Gazzetta dello Sport”, sponsorizza il Fantacalcio e sotto la sua ala il gioco diventa una vera e propria mania.

Negli anni i modelli si sono moltiplicati e al semplice Fantacalcio sulla Serie A si sono susseguiti le versioni europee per la Champions League e per l’Europa League, quelli sui massimi campionati di calcio europei, imitati a più non posso da vari giornali, piattaforme on line, siti web che hanno contribuito a rendere il Fantacalcio un vero e proprio fenomeno di massa.

Ad oggi il gioco nella sua versione originale è un marchio registrato dal gruppo editoriale “L’Espresso” e mantiene nel suo scheletro esistenziale poche ma semplici regole: lo scopo è sempre quello di guidare una fantasquadra per conquistare il fantascudetto di Lega (serie A), basando l’esito dei singoli incontri sulle prestazioni nelle varie giornate di fantacampionato degli 11 fantagiocatori messi in campo domenica dopo domenica.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Una lega per mantenere un livello di spettacolo adeguato e permettere a ogni squadra di scendere in campo con 11 effettivi, deve essere composta da un minimo di 4 partecipanti fino a un massimo di 10: ogni partecipante diviene inoltre sia presidente che allenatore della propria fantasquadra. E chi non si è mai sentito un procuratore che partecipa a un’asta e fa di tutto per far trasferire l’oggetto dei propri desideri calcistici nella propria squadra e vincere lo scudetto in barba agli amici – avversari?

Una rosa composta da un totale di 25 giocatori suddivisi in 3 portieri, 8 difensori, 8 centrocampisti e 6 attaccanti: 250 fanta milioni di euro per partecipare all’asta per formare le squadre dei propri sogni e credere nella vittoria finale.

3 punti in più per ogni goal segnato o per ogni rigore parato dal proprio portiere. +2 punti per ogni rigore segnato e +1 per un assist effettuato. Segno meno e mezzo punto tolto al voto espresso dai più importanti quotidiani se ci si becca un’ammonizione, -1 per un cartellino rosso, -1 per ogni goal subito dal portiere, -2 per un’autorete e -3 per un rigore fallito. Ogni giocatore prende un voto e a questi vanno sommati o sottratti tali punteggi che diventano perciò determinanti.

I punteggi ottenuti con i rispettivi bonus e malus storicamente si convertono in una tabella per assegnare goal nelle singole partite e quindi in caso di vittoria i punti per la classifica:

  • Meno di 66 punti: 0 gol
  • Da 66 a 71.5 punti: 1 gol
  • Da 72 a 77.5 punti: 2 gol
  • Da 78 a 83.5 punti: 3 gol
  • Da 84 a 89.5 punti: 4 gol
  • Da 90 a 95.5 punti: 5 gol
  • Da 96 a 101.5 punti: 6 gol
  • E così via ogni 6 punti un gol

 3 punti per la partita vinta, 1 per un pareggio, 0 per la sconfitta.

Un gioco che non lascia nulla al caso e che prevede anche la possibilità dei rinvii delle partite, degli infortuni dei giocatori sostituiti dai panchinari, trasferimenti in altri campionati, con regole fisse e indiscutibili come quella della comunicazione della formazione ufficiale al massimo entro mezz’ora dall’inizio della giornata di fantacampionato pena lo schieramento della formazione della giornata precedente.

Un gioco che ha rivoluzionato la vita degli appassionati, che ha sostituito insieme alle scommesse sportive la “semplice” schedina e che, nell’era del digitale e della comunicazione immediata e social, si candida a scoprirsi in altre nuove vesti, sempre e comunque all’insegna della passione per il calcio.