Martedi 6 Dicembre

Il gigante venuto da Newark: Shaquille O’Neal, il “frantumatore” di canestri

Dai record del College ai 4 anelli conquistati con Lakers e Heat. Shaquille O’Neal e quel muro dei 28.000…

Cappuccetto rosso, nella favola dei fratelli Grimm, esalta le grandi braccia del lupo, travestito da nonna, che risponde di utilizzarle per stringerla meglio e farle sentire di più il suo calore. Fortuna per la bimba che il lupo non si sia travestito da Shaquille O’Neal, perché quelle braccia non l’avrebbero stretta bensì stritolata. Parliamo di uno dei giocatori più grandi e grossi della storia dell’ Nba, la massima lega americana di basket, di un uomo, se così si può definire viste le dimensioni, di 216 cm per 147 kg dotato di un piede numero 57. La storia di Shaquille Rashaun O’Neal inizia alla Robert Cole High School in Texas, dove fin da subito diventa l’idolo indiscusso della squadra di basket dell’istituto: 68 vittorie e 1 sola sconfitta, titolo di Stato in tasca e, al termine del ciclo di studi, maglia numero 33 ritirata.

Shaq-Magic Passa al college, alla Louisiana State University, e anche qui il suo gioco diventa subito devastante. Vince il premio come miglior giocatore della NCAA e nel 1992 si candida per essere eletto al draft NBA. Prima scelta assoluta dei Magic di Orlando. Il suo fisico possente lo lancia subito alla ribalta, al termine della stagione si contano anche due canestri frantumati contro Phoenix e Nets “volevo farla pagare a Derrick Coleman per avermi schiacciato in faccia nell’ultimo match giocato contro” dirà poi Shaq con riferimento alla gara con i New Jersey Nets.

Lascia la Florida dopo quattro anni conditi da una finale NBA persa contro gli Houston Rockets e dalla finale della Eastern Conference persa anche questa contro la corazzata Bulls guidata da Micheal Jordan. Passa ai Lakers come free agent, ma per tre anni Los Angeles si deve accontentare della periferia, le finali sono solo un miraggio. Nel 1999 esplode Kobe Bryant e Phil Jackson arriva sulla panchina dei giallo-viola, è la svolta. Per i tre anni successivi i Lakers vincono l’anello e Shaquille O’Neal riceve il premio come miglior giocatore delle finali (MVP). La sconfitta nella finale del 2004 contro i Pistons e le divergenze con Bryant inducono O’Neal a emigrare a Miami, negli Heat che in cambio cedono tre giocatori ai Lakers: Odom, Grant e Butler. Si presenta alla sua nuova franchigia con una promessa; “Vi porterò almeno un titolo NBA”.

ROBERT SEALE TSN/Lapresse

ROBERT SEALE TSN/Lapresse

Ci va vicino nel 2005, perdendo la finale di Eastern Conference contro i Pistons, ma mantiene la promessa l’anno successivo, mettendo sotto i Dallas Mavericks dopo 6 combattutissime gare. Primo titolo per gli Heat e quarto titolo per il gigante di Newark. Dopo un biennio, sono i Phoenix ad accaparrarsi Shaquille O’Neal, garantendosi un grosso innesto in fase difensiva e a rimbalzo. I Suns inanellano 55 vittorie in stagione, ma il loro cammino si ferma al primo turno dei playoff, troppo forte San Antonio che si impone 4-1. Nel 2009 approda ai Cleveland Cavaliers e, con la casacca della franchigia dell’Ohio addosso, supera i 28.000 punti in carriera, quinto giocatore a superare questo fantastico traguardo dopo Chamberlain, Malone, Jordan e Jabbar (ci riuscirà poi anche Kobe Bryant). La stagione successiva passa ai Boston Celtics che diventano l’ultima squadra di Shaquille O’Neal, il quale si ritira nel 2011, cinguettandolo su Twitter. Appese le scarpe al chiodo, decide di acquistare una quota dei Sacramento Kings, diventandone co-proprietario, e partecipa come opinionista a molte trasmissioni di approfondimento sulle gare di NBA.

LAPRESSE/STARTRAKS

LAPRESSE/STARTRAKS

Parallelamente alla carriera di cestista, porta avanti anche la sua passione di rapper, pubblicando 5 album e una compilation. Shaquille 0’Neal incarna uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, non solo per le sue abilità tecniche ma anche per la sua prestanza fisica. Del resto come potrebbe essere altrimenti per un ragazzone di 216 cm a cui bastava solo alzare le braccia per segnare?