Sabato 3 Dicembre

High Diving, Gary Hunt è campione del mondo ma la Gran Bretagna lo scarica

LaPresse/Xinhua

L’high diving non è riconosciuto come disciplina federale dalla Federazione britannica, i tuffatori Hunt e Aldridge a Kazan a spese proprie. Gli atleti: “E’ una vergogna”

Per i cliff diver i Mondiali di Kazan sono ormai terminati da un paio di giorni, con la vittoria di Rachelle Simpson e Gary Hunt e a cui ha preso parte anche il nostro azzurro Alessandro De Rose. Ma oggi non parliamo di tuffi, gare o risultati, ma del problema che i tuffatori “made in UK” hanno affrontato partecipando ai Campionati e che, in parte, li accomuna al nostro De Rose.

de rose Alessandro ha principalmente un problema: in Italia i tuffi dalle grandi altezze “non esistono”! In che senso? De Rose li pratica, ha appena preso parte ai Mondiali, com’è possibile? Dal 2013 l’High Diving è stata riconosciuta come la quinta disciplina acquatica dalla FINA, ma ad oggi così non è stato per la federazione, italiana e… britannica! E così non essendoci un “settore federale” la disciplina dei tuffi dalle grandi altezze è praticamente uno sport “fantasma”, senza tesserati, allenatori, regolamento e impianti adeguatamente attrezzati. Qual è il motivo? Non ci è dato saperlo, ma voci di corridoio dicono “per paura”: paura dei 27 metri di altezza, che spaventerebbero chiunque, ma anche paura di qualcosa di nuovo. Ma mentre per il nostro azzurro la federnuoto si è “spesa”, rendendolo parte del team nazionale, fornendogli il materiale tecnico, pagando tutte le spese e fornendogli tutto l’appoggio necessario – anche se non è stata convocata la sua allenatrice Nicole Belsasso – peggior destino è toccato agli atleti anglosassoni che prima della partenza hanno ricevuto una lettera dalla British Diving, una missiva assai spiacevole.

Marco Lussoso/Lapresse

Marco Lussoso/Lapresse

La federazione britannica ha reso noto a Blake Aldridge e Gary Hunt che, pur avendoli iscritti ai Campionati Mondiali di Kazan come richiesto dalla FINA, non li tratterà come atleti della nazionale anglosassone: niente spese di vitto e alloggio, niente materiale tecnico, niente assicurazione, niente di niente. Nella lettera si dice anche che la British Diving a settembre prenderà in esame la disciplina dei tuffi dalle grandi altezze, per decidere se inserirla – oppure no  – nelle discipline federali. Una situazione non proprio idilliaca. Immediate le reazioni dei due tuffatori britannici sui social network. “Grazie al Direttore tecnico della Federazione per la lettera di incoraggiamento (due pagine in cui ci spiegano che non saremo parte della squadra nazionale e che non si prenderanno alcuna responsabilità) Forza team GB” il pensiero di Hunt. Più tagliente il commento di Aldridge: “Che imbarazzo per la nostra nazione, io e Gary siamo due tra i cliff/high divers più coraggiosi e questo è l’apprezzamento ed il rispetto che riceviamo dalla nostra federazione! E’ patetico e bisognerà fare qualcosa a proposito!” Adesso Gary Hunt è campione del mondo! Cosa farà la Gran Bretagna adesso?