Sabato 3 Dicembre

Golf: al via giovedì 13 l’Us PGA Championship

Damen Jackson/Icon SMI

Inizia giovedì 13 agosto l’Us PGA Championship, l’ultimo major della stagione

La serie dei major si conclude con la disputa del quarto, l’Us PGA Championship (13-16 agosto), al Whistling Straits di Sheboygan nel Wisconsin. Un solo italiano in gara, Francesco Molinari, reduce da una prova in grigio nel WGC Bridgestone Invitational e dal quale si attende un ritorno ai suoi standard. Torna in campo Rory McIlroy, dopo l’infortunio alla caviglia, a dare ulteriore contenuto a un evento che già ne presenta tanti. Non sarà probabilmente al top della condizione e subirà un nuovo attacco da parte di Jordan Spieth, deciso a divenire il numero uno mondiale. Ha fallito l’attacco in due occasioni nelle quali il nordirlandese, che difende il titolo, era out e, nella circostanza, è probabile che il suo compito diventi più difficile. Il 22enne texano ha varie opzioni per sedersi sul trono mondiale: arrivando primo con McIlroy oltre il secondo posto, quindi giungendo secondo (con McIlroy oltre il sesto), secondo con un altro (McIlroy oltre il 13°), secondo con altri due (McIlroy oltre il 33°) e entro il terzo con il suo avversario fuori al taglio. Spieth sembra andare avanti a spazzi e a giri alternati, come ha fatto ad Akron, risalendo in decima posizione con un buon turno conclusivo, tuttavia l’impressione è che la forma che lo portò a vincere Masters e US Open si sia un po’ appannata. Insieme ai due giocatori più forti del momento, come sempre, calamita l’attenzione Tiger Woods, che nell’ultima uscita (Quicken Loans National) è stato abbastanza convincente per tre giri, ma che ha compromesso una migliore posizione della 18ª con uno fuori dal coro (74). Saranno al via quasi tutti i migliori giocatori del lotto, alcuni in grado di recitare ruoli importanti come Bubba Watson, Jim Furyk, Rickie Fowler, l’inglese Justin Rose, lo svedese Henrik Stenson e l’australiano Jason Day, tutti piuttosto tonici la scorsa settimana in Ohio. Altri non sono al meglio, ma hanno comunque le carte in regola per cambiare passo, se non altro per la classe che li sostiene. Ci riferiamo a Matt Kuchar, Zach Johnson (suo l’Open Championship), Dustin Johnson, in panne dopo aver incredibilmente perso l’US Open, a Keegan Bradley, Patrick Reed, allo spagnolo Sergio Garcia, all’australiano Adam Scott, al tedesco Martin Kaymer, ai sudafricani Louis Oosthuizen e Charl Schwartzel, al nordirlandese Graeme McDowell e agli inglesi Luke Donald e Ian Poulter. Indecifrabile Phil Mickelson, poco convincente per tutto l’anno e che sta insinuando il dubbio negli osservatori che sia ormai avviato, a 45 anni, sul viale del tramonto. Sarà interessante seguire l’irlandese Shane Lowry, caricato dal successo nel WGC Bridgestone Invitational che l’ha lanciato al quarto posto nella money list europea e che gli ha aperto per tre anni la strada del PGA Tour. Nel giro iniziale Francesco Molinari partirà alle ore 8,25 locali insieme a Gary Woodland e allo scozzese Marc Warren. Dieci minuti prima saranno sul tee Tiger Woods, Martin Kaymer e Keegan Bradley, mentre nel pomeriggio (ore 13,20) toccherà a Rory McIlroy insieme a Jordan Spieth e a Zach Johnson