Martedi 6 Dicembre

Come segnare i punti nel gioco del rugby

LaPresse/PA

Alla scoperta del punteggio del rugby, ecco come si segnano i punti

Il rugby, sport in cui il contatto e il combattimento 1vs1 prevalgono su tutto, è e dev’essere regolamentato da un codice di norme ferree. Così è anche per l’assegnazione dei punti.
La domanda che viene fatta più spesso, difatti, è: “Ma quanto vale una meta? E quel calcio in mezzo ai pali?”
Generalmente rispondo con un piccolo ghigno, un sospiro e inizio specificando subito che quel “calcio in mezzo ai pali” si può chiamare in 3 modi diversi: primo fra tutti vi è il calcio piazzato – che si può effettuare dopo aver ottenuto un calcio di punizione a proprio favore – e che vale 3 punti, il secondo è la trasformazione che vale 2 punti – avviene dopo l’assegnazione di una meta e dev’essere battuto sul punto dove questa è stata segnata avendo la possibilità di scegliere la distanza sulla lunghezza del campo – e, per ultimo e forse il più difficile da effettuare in quanto avviene durante le fasi di gioco dinamico, il drop. Questo consiste nel far cadere la palla per terra (da cui appunto “drop”) e di calciarla nell’istante successivo al rimbalzo; se la palla centra i pali si aggiungono allo score 3 punti.
Ecco questo i modi per segnare punti al piede.
Dopo di che, vi è la classica e sempre efficace meta o Try se vogliamo usare un più raffinato linguaggio bretone.
Questa vale 5 punti ed è il modo più spettacolare di segnare punti.
Negli anni si sono sviluppate più scuole di pensiero sul metodo più efficace di vincere le partite, ovvero se calciare ogni calcio di punizione e quindi a suon di 3 punti (esempio più classico l’Inghilterra campione del mondo nel 2003, con il cecchino Sir Jonny Wilkinson) o se sfidare l’ avversario e andare sempre per la via della meta (gioco appartenente alle squadre dell’emisfero sud).
Scuole diverse di pensiero insomma con il fine di portare a casa la partita, ovviamente.

Giorgio Pegoraro – Rugbymeet