Sabato 3 Dicembre

Carlo Molfetta a SportFair: “lavoro per Rio, il taekwondo ti insegna prima di tutto il rispetto”

Foto Daniele Badolato - LaPresse 11 08 2012 Londra ( GB ) Sport Olimpiadi Londra 2012 - Taekwondo finale Nella foto : la medaglia d'oro Carlo Molfetta Foto Daniele Badolato - LaPresse 11 08 2012 London ( GB ) Sport London 2012 Olympics - Taekwondo Final In the picture Carlo Molfetta gold medallist

Intervista a Carlo Molfetta, oro olimpico del taekwondo a Londra 2012: le parole del campione pugliese ai microfoni di SportFair

LaPresse/Daniele Badolato

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Carlo Molfetta, pugliese, 31 anni è il capitano della Nazionale italiana di taekwondo e vincitore della medaglia d’oro nella categoria +80 kg ai Giochi olimpici di Londra 2012. Fa parte del Gruppo Sportivi Carabinieri e sta lavorando per tornare in piena forma in vista delle Olimpiadi del prossimo anno a Rio de Janeiro dove tutti ci auguriamo possa bissare il trionfo di tre anni fa.

Come e perchè ti sei avvicinato a questa disciplina?
Eh me lo chiedo ancora oggi (ride). No, in realtà mi sono avvicinato al taekwondo grazie a mio padre

Foto di ROBERTO GUBERTI’

Foto di ROBERTO GUBERTI’

Che tipo di sacrifici hai dovuto affrontare per diventare un professionista? La tua città offriva le strutture adeguate?
Si, a Mesagne c’è un’ importantissima scuola di taekwondo, forse la più importante d’Italia. Il sacrificio più difficile da affrontare è stato trasferirmi a Roma da solo, a 16 anni, lontano dalla famiglia e dagli amici“.

Cosa hai provato quando hai vinto la medaglia d’oro a Londra 2012 e come ti è cambiata la vita dopo quella vittoria?
In quel momento provi un misto di sensazioni, gioia, appagamento, incredulità, ti domandi ‘Ma cosa ho fatto?’. Per quanto riguarda il cambio di vita, beh, la vittoria dell’oro ti permette di fare cose che prima sognavi: la partita del cuore con artisti e campioni, le ospitate in Tv, l’essere riconosciuto per strada“.

A distanza di tre anni cosa ti è rimasto di quella vittoria?
Una gioia unica, una storia da raccontare ai nipotini, e una forza che ti spinge sempre ad andare avanti, a non fermarsi mai“.

Cosa significa per te essere un campione di uno sport non molto popolare?
Non mi pesa, in realtà lo faccio per l’Italia, per me stesso. Il vincere è una cosa personale, lavoro per me, perchè si sa, quando vinci sono tutti felici, parlano bene di te, quando invece perdi, sono sempre tutti pronto a venirti contro“.

LaPresse/Daniele Badolato

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Adesso come ti stai preparando in vista del Grand Prix di Russia e per la qualificazione di Rio2016?
In questo momento sono a Courmayeur in ritiro, mi sto allenando molto per rimettermi in forma, il 7 agosto torniamo a Roma, e poi partiremo per la Russia. Per quanto riguarda Rio, non sono ancora in una condizione fisica ottimale a causa dello stop post olimpico e di un infortunio dello scorso anno, ma sto lavorando molto“.

Questi saranno i tuoi ultimi Mondiali e le tue ultime Olimpiadi, cosa farai dopo?
Il presidente della Repubblica (ride)! Rimarrò sicuramente nel mondo del taekwondo, non riesco a immaginare il mio futuro lontano da questo sport. Che sia un ruolo federale, o magari l’allenatore, certamente rimarrò dentro a questo mondo“.

Ti sei sposato da poco, come concili sport e famiglia?
Non è facile, sono sempre fuori casa, ma mia moglie mi aiuta molto. Per il momento abbiamo dato la priorità a Rio. Dopo le Olimpiadi sarà tutto più facile, anche perchè desideriamo molto avere un figlio, ma vogliamo aspettare perchè non è giusto che lei rimanga sola a gestirlo“.

Quale messaggio vuoi dare ai più giovani per farli avvicinare a questo sport? Che valori insegna?
Il rispetto è sicuramente un valore aggiunto, rispetto verso i nostri compagni, verso il maestro, non solo in palestra. Ce lo portiamo anche nella vita. Per quanto riguarda i più giovani, consiglio di vedersi i video di taekwondo su internet per capire di cosa si tratta e per vedere quanto sia bello e completo questo sport“.