Giovedi 8 Dicembre

Bett, Rudisha e Rutherford: incredibili protagonisti di giornata

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Sorprese e conferme in pista a Pechino

Giornata di finali scoppiettanti a Pechino e protagonisti inattesi: il Kenya che solitamente porta le sue leve in alto nel mezzofondo, trionfa nei 400 metri ostacoli con Nicholas Bett (47.99 prima prestazione mondiale dell’anno) davanti al russo Denis Kudryavtsev (48.05 e record nazionale) e al bahamense Gibson anche lui al record nazionale con 48.17. Stupore per questa vittoria, con un atleta che ha vinto senza esitazione alcuna mettendosi alle spalle tutti i protagonisti attesi alla vigilia (flop americano con Tinsley e Clement).

Anche nel lancio del disco femminile vi è stata una vincitrice leggermente a sorpresa: non ha vinto la croata Perkovic, solo seconda a 67m39, ma la cubana Denia Caballero, alla sua prima grande affermazione con un lancio di 69 metri e 28 cm. Terza la tedesca Nadine Muller, bronzo a 65m53, che ha tenuto per pochi centimetri l’altra cubana fuori dal podio.

Nei 1500 metri femminili ha vinto invece la dominatrice attesa della specialità, una delle regine dell’attuale atletica mondiale: Genzebe Dibaba doveva vincere e in 4:08.09 l’ha fatto. Alle sue spalle la keniana Kipyegon e l’olandese Hassan sorprendentemente al bronzo.

Nel salto in lungo maschile ha stravinto Greg Rutherford, il britannico già campione olimpico ed europeo: miglior prestazione dell’anno per lui a 8 metri e 41. Trionfatore annunciato e avversari distanti: l’australiano Lapierre (anche per lui season best) è arrivato all’argento con 8m24 mentre il cinese Wang è arrivato al bronzo con 8m18. Soddisfazione sugli spalti: in 3 cinesi sono stati in ballo per giocarsi il podio fino all’ultimo salto e alla fine hanno chiuso terzo, quarto e quinto.

LaPresse/Reuters

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Gli 800 m al maschile da anni sono preda di David Rudisha: sebbene da molti venisse indicato come in affanno, il keniano detentore del record mondiale si è messo al collo l’ennesimo oro della sua infinita carriera battendo il polacco Kszczot e il bosniaco Tuka, incredibili secondo e terzo sul traguardo.