Sabato 10 Dicembre

Wimbledon, la casa degli Dei con la racchetta

LaPresse/PA - Torneo di Wimbledon, logo

Il torneo di Wimbledon, che si svolge ogni anno sui prati di Church Road, miscela storia e tradizione incarnando l’essenza del tennis mondiale

Esiste un tempio dove non si prega, un luogo sacro dove non ci sono icone ma solo idoli, un angolo di mondo dove si fa la storia. E’ l’All England club di Wimbledon, dove gli dei del tennis si danno appuntamento per l’evento più prestigioso della stagione, il torneo più antico del mondo. La prima edizione va in scena nientemeno che nel 1877 ed è Spencer Gore il primo vincitore, capace di trionfare davanti a 200 spettatori paganti: 1 scellino il prezzo del biglietto!

Spencer_gore Fino al 1922 al campione uscente viene data la possibilità di difendere il titolo direttamente in finale contro il vincitore dei turni di qualificazione. Di questa regola ne approfitta William Renshaw che vince il torneo per sei anni di fila, record tutt’ora mai battuto. Col passare degli anni il torneo cade nell’oblio a causa della ribalta del ciclismo, ma sono gli anni che precedono la prima grande guerra a ridestare l’interesse del pubblico verso il grande tennis inglese, grazie all’internazionalizzazione del torneo. E’ Norman Brookes il primo vincitore non-britannico di Wimbledon, corre il 1907 e Brookes sarà capace di ripetersi a 8 anni di distanza dal primo trionfo. Intanto nel 1884 il torneo decide di tingersi di rosa. Nasce il primo torneo femminile e a vincerlo è Maud Watson che supera in finale la sorella Lilian. Un antipasto, un po’ troppo datato per la verità, di quanto succederà nel 2001, dove si ritroveranno in finale altre due sorelle, Venus e Serena Williams. Grandi cambiamenti arrivano nel 1922, quando gli organizzatori decidono di spostare la sede del torneo a Church Road, comprando 4 ettari di terreno, e abolendo l’anacronistica regola di mandare direttamente in finale il campione uscente. Anche lui parteciperà al torneo! Nel 1938 nasce il termine Grande Slam per indicare la vittoria nei 4 Major più importanti dell’anno (Australian Championships, Internazionali di Francia, Wimbledon e U.S. National Championships). L’americano Donald Budge sarà il primo a fregiarsi di questo grandissimo riconoscimento. L’impresa si ripete nel 1962 quando è l’australiano Rod Laver a conquistare tutti e 4 i tornei più importanti della stagione tennistica.

Laver Fino al 1968 Wimbledon rimane un torneo aperto ai soli tennisti amatoriali, ma è proprio sul finire degli anni ’70 che questa distinzione viene meno, nasce l’era open, nasce il tennis moderno!  Tutti i grandi giocatori tornano a calpestare l’erba più sacra dell’intero circuito, torna a calpestarla anche Rod Laver, il top. Nel 1969 l’australiano torna sul tetto del mondo, si mette in tasca nuovamente il Grande Slam ed entra nella storia: l’unico a riuscirci nella nuova era. La fine degli anni ottanta porta la firma di Bjorn Borg, capace di vincere 5 edizioni di fila tra il 1976 e il 1980. In campo femminile sorge il mito di Martina Navratilova, l’unica ad aver vinto 9 volte il torneo, di cui 6 consecutivamente. Da McEnroe a Jimmy Connors, da Becker a Sampras il passo è breve. Con Pistol Pete salgono in cattedra gli americani. Il tennis a stelle e strisce domina Wimbledon dal 1992 al 2000 con le 7 vittorie di Sampras e l’unica di Agassi, intervallate dal fuori programma di Krajicek nel 1996 (unico olandese a vincere una prova del grande slam). Nel 2003 inizia il dominio di Roger Federer, maestro indiscusso del tennis svizzero e mondiale.

LaPresse/Xinhua

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Sua maestà Roger mette in fila 7 successi cosi da eguagliare il record di Renshaw e Sampras tra i pluridecorati. In campo femminile invece si assiste al dominio Williams, Serena e Venus fanno incetta di titoli ed egemonizzano il piatto dei vincitori. Ad insidiare la leadership di Federer ci si mettono Nadal, vincitore in due occasioni, Andy Murray che riporta in Gran Bretagna il titolo 77 anni dopo Fred Perry e, infine, Novak Djokovic ultimo trionfatore nel torneo del 2015.