Mercoledi 7 Dicembre

Un anno dopo sulla panchina dell’Inter: da Mazzarri a Mancini, il potere della comunicazione

Reuters/Lapresse

Differenze di trattamento sulla panchina dell’Inter, da Mazzarri a Mancini quando il potere della comunicazione cambia tutto

La terza giornata di campionato vede in scena il derby di Milano. Stiamo parlando del 13 settembre. E l’Inter giocherà in casa. In quest’ottica ci piace sottolineare per qualche secondo l’importanza dei media nel calcio. Immaginate un Mazzarri che compra 3 giocatori nel corso dello scorso campionato e poi li “butta via”. Immaginate un Mazzarri che dopo mille proclami non riesce a raggiungere nemmeno uno degli obiettivi promessi. Immaginate un Mazzarri che, nonostante tutto, riesce a farsi rifare daccapo la squadra, facendosi comprare 9 giocatori nuovi su 11, incurante di tutto e di tutti, e arrivando ad avere una rosa di 30 (dico 30) giocatori. E adesso immaginate lo stesso Mazzarri andare in tour in Cina (per questioni di marketing!!!) e perdere 3 partite su 3, compreso un bel derby. Immaginate la squadra di Mazzarri avere questo ruolino di marcia, nell’ultima partita giocata in Cina: una sola occasione da gol, una sola palla recuperata e un solo tiro in porta! Immaginate ora Mazzarri… Impossibile. Giusto. Avete ragione. I media avrebbero “ucciso” Mazzarri molto prima. Cosa che hanno fatto, in effetti. Molto pragmaticamente. Molto chirurgicamente. Viene da domandarsi, mentre il tempo stringe e l’Inter di Mancini ancora gigioneggia, il perché di questi “due pesi, due misure”. Già: perché a Mancini dopo tutto quello che NON ha fatto all’Inter è ancora permesso di dire, dopo un 3-0, “Vedo dei progressi?” “Il bilancio delle partite giocate in Cina è buono” “La squadra è migliorata molto”. Come di dice da qualche parte, in Italia: Mancio, qui le chiacchiere stanno a zero. (Chiedere ad Handanovic per ulteriori spiegazioni in merito).