Venerdi 9 Dicembre

Tour de France, è la settimana di Nibali: vai Squalo, adesso tocca a te!

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Inizia oggi l’ultima settimana del Tour de France: domani riposo, domenica la passerella di Parigi. Da oggi a sabato 5 super-tappe di montagna, Nibali tenta l’impresa

Inizia oggi l’ultima settimana del Tour de France che deciderà la classifica: tutto sulle Alpi, 5 tappe pazzesche tra oggi e sabato, i corridori potranno rifiatare soltanto domani nella giornata di riposo prima della passerella di domenica sugli Champs-Élysées a Parigi.

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Strappare la maglia gialla dalle spalle del 30enne britannico-keniota Chris Froome sarà impresa ardua per tutti, ma dal secondo posto in poi il podio e la top-10 della classifica generale sono tutti da stabilire. Al secondo posto c’è il colombiano Quintana Rojas, 25 anni, con un ritardo di 3 minuti e 10 secondi; vicinissimo lo statunitense 26enne Tejay van Garderen, a 3 minuti e 32 secondi. Poi ci sono i due spagnoli, il 35enne Alejandro Valverde a 4 minuti e 2 secondi e il 32enne Alberto Contador a 4 minuti e 23 secondi. Sesto in classifica il gallese Geraint Thomas, 29 anni, la vera rivelazione di questo Tour de France, staccato di 4 minuti e 54 secondi. Settimo l’olandese Robert Gesink, anche lui 29 anni, staccato da Froome di 6 minuti e 23 secondi; ottavo il nostro Vincenzo Nibali, siciliano di Messina, vincitore dello scorso anno con un ritardo di 8 minuti e 17 secondi.

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Lo Squalo dello Stretto si era preparato per fare il bis in maglia gialla a Parigi. “E’ molto più forte dello scorso anno” assicuravano quelli che l’avevano seguito nella preparazione fino all’inizio della corsa. E nella prima cronometro era stato il migliore. Poi le cadute, il tempo perso nelle tappe di pianura, lo sconforto. Nibali è rimasto indietro più che altro per un problema psicologico. Poi è cresciuto, ha superato lo shock di non poter competere per la vittoria, ha ritrovato le motivazioni e ha provato ad attaccare in tutte le salite. Sabato sul muro del traguardo è riuscito ad arrivare davanti a quasi tutti i big, soltanto Froome e Quintana l’hanno preceduto.

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Adesso si arriva sulle Alpi, c’è profumo d’Italia. Sulle strade ci saranno tanti tifosi per lui, molti più di quelli che c’erano sui Pirenei. Si inizia oggi, arrivo a Gap dopo 11km di picchiata, quelle discese che allo Squalo piacciono tanto. Prima si scala il Col de Manse, 9km ad una pendenza media del 5,6%. Nibali ci proverà. E’ solo la prima chance.

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Mercoledì 22 altro tappone alpino con 5 Gran Premi della Montagna, arrivo in salita a Pra Loup (6.2km di scalata al 6,5% di pendenza media), ma prima c’è il Col d’Allons, la salita più dura della giornata, 14km al 5,5%, gli ultimi 7km tutti con una pendenza superiore al 9% e Gpm a 22km dal traguardo. Nibali potrà provarci ancora.

Giovedì 23 le salite saranno 6, ma la più dura (il Col du Glandon) è posizionata a 40km dal traguardo: sono 22km di scalata ad una pendenza media del 5%, ma con rampe fino al 12%. Poi la discesa, e il Lacets de Montvernier a soli 10km dal traguardo: una salita breve ma dura, appena 3,4km ma con una pendenza media dell’8,2%. Ideale per lo Squalo, trampolino verso la vittoria.

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Venerdì 24 c’è una tappa terribile, forse la più dura di questo Tour: 138km, 4 montagne tutte durissime. La prima subito dopo il via, il Col du Chaussy: 15.5km al 6,3% di pendenza media. Poi tanta pianura fino al Col de la Croix de Fer, una scalata di 22km al 7% di pendenza media e arrivo a 50km dal traguardo. Breve discesa e nuova scalata sul Col du Mollard (5,7km al 6,8% di pendenza media), nuova veloce picchiata prima dell’ultima ascesa con l’arrivo a La Toussuire (18km al 6,1% di pendenza media).

Alpe d'Huez pantaniL’ultima fatica, venerdì, tappa di 110km ma con due storiche ascese: il al Col de la Croix de Fer dall’altro versante rispetto al giorno prima, 29km di ascesa al 5,2% di pendenza media con tratti al 12%, e al traguardo arrivo in cima all’Alpe d’Huez, 13,8km all’8,1% di pendenza media. Una delle montagne più leggendarie del ciclismo internazionale, spesso e volentieri scenario trionfale per i big italiani. Da Coppi (1952) a Guerini (1999) passando per Gianni Bugno (1990 e 1991) fino a Roberto Conti (1994) e Marco Pantani (1995 e 1997), adesso un italiano lassù non vince da 16 anni e sarebbe anche giunta anche l’ora di tornare a trionfare, magari proprio con la maglia tricolore di campione italiano. Capito, Squalo? Il podio e la gloria sono lì ad un passo: facci entusiasmare ancora!

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