Domenica 11 Dicembre

Surf, Alessandro Dini: “spavento per Mike ma dobbiamo ricordarci che siamo noi a invadere i territori degli squali”

Mick Fanning of Australia, who survived a shark attack, reacts during a media conference in Sydney, Australia July 21, 2015. A visibly shaken Fanning arrived home in Australia on Tuesday saying he would not turn his back on surfing despite needing a "miracle" to survive a shark attack off the coast of South Africa at the weekend. The three-times world champion was paddling out to ride his first wave in the final of the World Surf League's J-Bay Open on Sunday when an unidentified species of shark knocked him off his board. REUTERS/David Gray TPX IMAGES OF THE DAY

Le parole di Alessandro Dini, fondatore della Federazione Italiana Surf sull’attacco di uno squalo a Mike Fanning

Sono rimasto scioccato quando ho visto le immagini e sono veramente felice che Mike se la sia cavata solo con questo grosso spavento. Incredibile!“. E’ stato questo il commento di Alessandro Dini, pioniere italiano del surf, fondatore della Federazione Italiana surf, sull’incidente avvenuto domenica 19 luglio, durante la finale della J-Bay Open, una delle più importanti gare del circuito mondiale World Surfing League che si tiene in Sudafrica a Jeffreys Bay, al tre volte campione del mondo Mike Fanning, che è stato attaccato da uno squalo. È la prima volta che ciò avviene durante una competizione ufficiale. “Nel mio nuovo romanzo, uscito qualche giorno fa -continua Dini facendo riferimento al thriller ‘L’ultima onda’ appena pubblicato da Edizioni Estemporanee- racconto proprio un attacco durante una gara della World Surfing League e pochi giorni dopo accade veramente. Non riesco a crederci. Oggi è andata in diretta una faccia del surf che mai avremmo voluto fosse trasmessa. Tuttavia, come surfista e amante dell’oceano sono fermamente convinto che dobbiamo essere noi i primi a difenderlo e rispettarlo con tutte le sue forme di vita, squali inclusi. Non dobbiamo mai dimenticarci che siamo noi a invadere i loro territori, ma soprattutto non dobbiamo dare sostegno a campagne d’odio e di sterminio che non servono a niente se non a contribuire alla loro estinzione e, conseguentemente, alla rottura di un delicato equilibrio eco-sistema come quello marino“.