Sabato 3 Dicembre

Rugby e biomeccanica: sarà possibile prevedere e prevenire gli infortuni

lapresse/ Federico Tardito

Grazie ai progressi degli studi della biomeccanica, sarà presto possibile prevedere e prevenire gli infortuni dei giocatori di rugby e di tutti gli sportivi

Abbiamo già parlato di rugby e tecnologia, di come i nuovi sistemi di monitoring siano in grado di leggere le prestazioni fisiche degli atleti per permetterci di andare a lavorare sulle loro lacune. Gps e video analisi sono oramai alla base dell’allenamento propedeutico alla gara, ma la biomeccanica sta portando grandissima innovazione a livello sportivo sopratutto in ambito preventivo. Attraverso la lettura biomeccanica dell’atleta siamo in grado di verificare il suo stato di salute fisico e di conseguenza prevenire quelli che sono gli infortuni più usuali come ad esempio la lesione dei crociati o lo stiramento di un muscolo. Questi banali infortuni, attraverso la biomeccanica, sono prevedibili con una precisione impressionante proprio perché sono sintomi che l’organismo percepisce in precedenza e quindi prova in autonomia a proteggersi dal danno. Queste auto protezioni che il nostro corpo mette in atto sono perfettamente leggibili con l’utilizzo di software biomeccanici e l’analisi di un esperto come il prof. Mauro Testa, Prof. biomeccanico incaricato da World Rugby (ex IRB) e da Fifa per creare un protocollo di prevenzione contro gli infortuni per aiutare lo staff tecnico a recuperare i giocatori a rischio infortunio.
Attraverso il software si possono misurare e analizzare oltre 1700 parametri dell’atleta, comparare i dati su più sessioni di allenamento o partita e addirittura fare scouting sulle potenzialità delle nuove leve.
Insomma un mondo la biomeccanica ancora da approfondire e testare ma possiamo dire tranquillamente che la direzione della training analysis sta andando verso quella direzione.

Mirko Clemente – Rugbymeet