Domenica 4 Dicembre

Lev Yashin, dal ghiaccio dell’Hockey all’oro del mito!

Il 1963 l’anno del Pallone d’Oro, dagli inizi sui campi da Hockey fino al mito, Lev Yashin il portiere più forte del novecento

Due mani che facessero sembrare più piccola la porta e l’istinto da felino per volare da un palo all’altro! Bastava tutto questo a Lev Yashin per mettersi i guantoni e girare l’Europa e il Mondo con la sua URSS, composta da onesti gregari, e far parlare di sé con parate e prestazioni da vero numero 1. La storia del portiere venuto dall’est è un concentrato di emozioni, sussulti e aneddoti da raccontare, un mix di situazioni sconvolgenti che conducono ad una vera rivoluzione copernicana: la conquista del pallone d’oro da parte di un giocatore che i gol non li fa ma dovrebbe evitarli! Non era mai successo e dopo quel dicembre del 1963 continua a non accadere, mai nessun portiere ha emulato il “ragno nero” moscovita, l’unico capace finora ad occupare il gradino più alto del podio che indica i tre più forti giocatori del pianeta. Nella fabbrica dove inizia a lavorare fin da piccolo para i bulloni che i colleghi gli lanciano con la stessa facilità con cui beve un bicchiere d’acqua. Questa dote lo convince ad entrare a far parte della squadra del Ministero degli affari interni, la Dinamo Mosca, ma la prima destinazione è la difesa della porta della squadra di hockey su ghiaccio, troppo forte Chomic, il titolare della squadra calcistica, per poterlo scalzare. Ma Lev non si perde d’animo, prima vince il campionato sovietico della sua disciplina nel 1953 e poi, nel 1954, complice l’infortunio di Chomic, gli soffia il posto per non restituirglielo più. In 5 anni vince 5 titoli nazionali più 3 coppe URSS, salendo alla ribalta europea.

Lev-Yashin-USSR-Russia-Best-Goalkeepers-3Con la sua nazionale partecipa, tra il 1954 e il 1967 a 1 Olimpiade, 2 Europei e 4 Mondiali. Proprio nella sua unica Olimpiade estiva a Melbourne nel 1956 nasce il Ragno Nero. Subisce solo 2 reti in tutto il torneo e trascina la sua nazionale fino alla conquista dell’oro. La sua tenuta in totale man in black e la sua capacità di riflessi danno l’impressione che in porta ci sia un ragno paratutto! Nel 1960 si mette in tasca gli Europei di Francia, battendo al Parco dei Principi la Jugoslavia. A Cile 1962 avremmo potuto rinunciare alla nascita del mito Yashin, e alla trattazione di un semplice e famoso portiere russo pluridecorato.

LV-with-Soviet-Union-sideAi quarti l’Urss viene sconfitta dai cileni, Lev subisce ripetuti falli e al termine della gara annuncia il ritiro. Panico nell’Europa dell’est, il portiere ci ripensa e l’anno dopo, il 1963, conquista lo scudetto russo, subendo solo 6 reti, e garantisce la qualificazione della sua nazionale agli Europei in Spagna. Sul cammino dei sovietici finisce l’Italia di Mazzola, 2-0 russo sotto i Carpazi, 1-1 a Roma con Yashin strepitoso, autore di una prodezza proprio su Mazzola dagli undici metri. “Mi ha ipnotizzato – dirà poi l’attaccante azzurro – aveva mani ovunque che mi facevano apparire la porta più piccola del normale”. E’ l’anno della consacrazione, è l’anno del pallone d’oro vinto staccando nettamente Rivera. Nel 1964 trascina nuovamente i suoi connazionali in finale agli Europei spagnoli, ma deve cedere il passo allo strapotere tecnico delle furie rosse. Nel 1966 si classifica quarto ai Mondiali inglesi, tutt’ora miglior piazzamento russo ad un mondiale, per poi chiudere la sua straordinaria carriera nel 1971 dopo aver partecipato come portiere di riserva ai mondiali del 1970.

Lev-Yashin-pele“Grande portiere e grande uomo dalla grandissima generosità” ricorda Pelè, “Il più grande portiere della storia” lo definì Eusebio. Intanto Lev Yashin, dopo la sua morte avvenuta nel 1990, è stato nominato il portiere più forte della storia sovietica, il miglior portiere del novecento e a lui è stato intitolato il premio per il miglior portiere nella rassegna dei Mondiali Fifa. Non male per qualcuno che aveva iniziato la sua carriera su un campo da hockey.