Domenica 4 Dicembre

La scherma azzurra, fucina di talenti ai Mondiali 2015

Italian fencers, winners of the men's and women's team foil competitions, pose for a picture after a medal ceremony at the World Fencing Championships in Moscow, Russia, July 19, 2015. REUTERS/Grigory Dukor

La scherma regala agli italiani sempre emozioni e gioie uniche: il resoconto dei Mondiali 2015 e la speranza per Rio16

Esistono sport che ciclicamente tornano d’attualità e balzano agli onori della cronaca quando si tengono le manifestazioni sportive più importanti, Europei, Mondiali o soprattutto, giochi olimpici. E questi sport, che durante il corso degli anni navigano a vista nel sottobosco delle discipline cosiddette “minori”, così puntualmente ci ricordano quanto il nostro Paese rappresenti un’eccellenza non solo negli sport più rinomati ma anche in quelli che riescono a portare nelle bacheche italiane medaglie su medaglie, con federazioni sportive che sfornano atleti riconosciuti come punti di riferimento all’estero. Se si pensa così allo sport che maggiori gioie e soddisfazioni a livello di risultati ci sa e ci ha saputo regalare nella storia recente del nostro passato, assume un ruolo di assoluto predominio la scherma. E i recenti mondiali di Mosca 2015 ancora una volta, hanno sancito come la scuola italiana sia maestra per quanto riguarda fioretto, sciabola e spada.
In casa di una delle avversarie più ostiche e dalla grande tradizione, la compagine italiana ha saputo trionfare in ben quattro specialità, raccogliendo anche un bronzo che l’hanno collocata solo alle spalle della nazione ospitante nel medagliere conclusivo.
Parli di scherma e non puoi non pensare alle ragazze del fioretto: la mitica Trillini di Barcelona92, la sempiterna Valentina Vezzali ancora in pedana, una nouvelle vague che detta legge e monopolizza le medaglie dal metallo più prezioso. Se a Mosca Arianna Errigo si è dovuta “accontentare” solo di un bronzo nel fioretto individuale, la campionessa mondiale 2013 e 2014 si è prontamente rifatta con la sua squadra, sinonimo di garanzia nei grandi appuntamenti.

LaPresse/Reuters

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La Errigo insieme a Elisa Di Francisca, Martina Batini e Valentina Vezzali (si, sempre lei…) ha sconfitto le padrone di casa e regalato l’ennesimo oro di specialità all’Italia. Facile capire il rimpianto degli appassionati e delle atlete nel constatare che a Rio2016 la gara a squadre non ci sarà: impossibile comprendere come si possa fare a meno di una competizione così affascinante in giochi olimpici che giorno dopo giorno accolgono sport dalle tradizioni meno illustri o addirittura inesistenti.
La catanese Rossella Fiamingo, classe ’91, ha invece trionfato per la seconda volta consecutiva nella gara individuale di spada: giovane, giovanissima, forse la nostra miglior freccia in ottica Olimpiade, l’atleta siciliana si candida a essere una delle star di Rio2016.
Ma i mondiali 2015 sono stati anche terra di conquista delle squadre maschili: assenti dai podi individuali, i maschietti si sono rifatti avvertendo lo spirito di gruppo, mettendo a segno due colpi da maestri.

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I fiorettisti Andrea Baldini e Andrea Cassarà (una volta nemici ora amici), hanno guidato i compagni Daniele Garozzo e Giorgio Avola a un’affermazione ancora una volta a scapito dei forti rivali russi. Ultime stoccate thrilling e oro deciso sul solito filo del rasoio: a spuntarla sono stati i forti atleti italiani, inespressi nel singolo ma totalmente a loro agio nell’essere un team.

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Sorprendente è stata infine la vittoria nella sciabola, con Enrico Berrè, Luca Curatoli, Aldo Montano (anche lui come la Vezzali ancora in pedana…) e Diego Occhiuzzi a fare l’ennesimo sgambetto ai padroni di casa, con un successo dai tanti significati di rivalsa e che vuole sancire la loro presenza nell’elite della scherma.
Rio ci dirà se siamo ancora i maestri della scherma, ci riproporrà la sfida eterna con la Russia e le rivalità con le scuole ungherese, francese e cinese. Il ricambio generazionale puntualmente si compie e a portare avanti questa fantastica storia d’amore non sono più solo le veterane ma anche arrembanti nuove leve, il tutto in un mix perfetto che si esalta nella condivisione dei valori all’interno dei rispettivi team.