Lunedi 5 Dicembre

Il Tour de France e le sue epiche tappe: tra afa, pioggia e salite

LaPresse/Reuters

Un Tour de France 2015 che mette alla prova le gambe dei ciclisti tra cattive condizioni atmosferiche e salite stratosferiche

C’è qualcosa di epico nelle tappe del Tour de France, qualcosa di eroico, un’emozione ancestrale che nulla ha a che fare con prestazioni, tempi, record, classifica. Si parla di tappe che all’inizio presentano un caldo africano, torrido, asmatico; salvo poi, a 50 km dall’arrivo, trasformarsi in tappe dominate dalla grandine, dalla pioggia, dal cielo plumbeo, dall’asfalto viscido come una saponetta. Tappe in cui il mal di gambe si può far sentire da un momento all’altro, tappe in cui il caldo atroce o la pioggia battente possono dare luogo ad acuti e fughe. C’è qualcosa nel Tour, e nelle sue varie tappe, che a differenza del doping permette alla mente dei ciclisti di prendere il sopravvento e di comandare sulle paure, sulle incertezze, sulle insidie. Ci sono giornate al Tour de France in cui l’equilibrio incerto, i chicchi di grandine, le pendenze medie, rendono gli sforzi dei ciclisti degni delle pagine della storia. E non c’è doping che tenga in discesa, e non c’è sostanza che permetta il lusso di rimanere in piedi nonostante l’acqua sulle strade, e non c’è “dopaggio” sufficiente a raddrizzare le pericolose curve dei Pirenei. È il Tour. Epico. Da vincere con il carattere.