Venerdi 9 Dicembre

Dall’anonimato al successo: la storia di Dustin Brown il tennista anticonformista

LaPresse/Xinhua

Dustin Brown, dopo la vittoria a Wimbledon contro Nadal è sulla bocca di tutti

Dreadlock e orecchini, un piercing in bocca e i colori d’ordinanza rastafari: scanzonato e sorridente, irriverente suo malgrado, anticonformista per vocazione, Dustin Brown è il volto della prima settimana dei Championships. Viene da lui la sorpresa più clamorosa di Wimbledon 2015, la sconfitta di Rafa Nadal. Un match vinto con il suo tennis naif, ad alto tasso di spettacolarità, sempre d’attacco. “L’erba si adatta al mio stile di gioco. Non dico certo di essere imbattibile. Ma nel determinato giorno posso battere chiunque. Purtroppo l’ho capito solo adesso“. A 30 anni, ma senza rimpianti. Una carriera da onesto mestierante, senza successi in carriera. Fino a ieri famoso solo per il suo look da cantante reggae più che da tennista. “Ma io sono chi sono. Non ho mai cercato di recitare una parte. Per me questa è la normalità, sono gli altri quelli strani“. Brown è nato in Germania (Celle), da papà giamaicano, diventato famoso grazie al tatuaggio che Dustin ha sul fianco e che ha mostrato ieri dopo la vittoria, e mamma tedesca, nel ’96 si trasferisce in Giamaica per inseguire il sogno di diventare un tennista professionista. Nel 2010 ci ripensa e prende la nazionalità tedesca. Nel frattempo “Dreddy” frequenta la periferia del tennis, viaggiando per tre anni (’04-’07) a bordo di un camper che gli regalano i suoi genitori. Ieri la vittoria più importante, dopo aver scalato le qualificazioni (prima del torneo era n.102), e senza coach. Sabato lo attende Victor Troicki per un biglietto negli ottavi: un’altro match in salita. “Vivo alla giornata, vedremo come sarà“.