Sabato 3 Dicembre

Dal muro di Huy al pavè: sudore e forza al Tour de France 2015

The pack of riders cycles during the 159,5 km (99 miles) third stage of the 102nd Tour de France cycling race from Anvers to Huy, Belgium, July 6, 2015. REUTERS/Eric Gaillard

Un Tour de France che quest’anno mette a dura prova le gambe e la testa dei ciclisti

Tappa nervosa. E alla fine grandi salite. Strappi violenti. Pendenze impressionanti. La giornata perfetta, meteorologicamente parlando: 22 gradi, sole, asfalto asciutto, poco vento. Le battaglie iniziano sulla discesa della Cote de Cherave. Curve strette a tutta velocità. Ogni tanto qualcuno va dritto. E rischia. Ma la tappa oggi ha già fatto le sue “vittime”. Ultimo chilometro. Svolta a destra. Sembrano fermarsi anche le moto per la pendenza. Si arriverà al 26%. Joaquim “Purito” Rodriguez, all’inizio, sembra andare in crisi. Froome è davanti. Contador presente. Nibali presente. Froome e Contador vanno. O almeno ci provano. Ritorna Rodriguez. Rodriguez arriva. Rodriguez va. Solo. E Purito vince. Scattando. Froome è secondo. Nibali arriva a 12 secondi. Contador in netta difficoltà, 18 secondi di ritardo. Uran, stravolto, becca 34 secondi. Froome indossa la maglia gialla; Nibali prende 11 secondi da lui. Adesso arriva il pavè. Sarà dura. Per tutti.