Domenica 4 Dicembre

Atletica: 100 metri direzione Pechino

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Alla scoperta dei centometristi che ai Mondiali di Pechino regaleranno emozioni uniche

Dal 22 al 30 agosto 2015 si terrà a Pechino, in Cina, la XV edizione del Mondiali di atletica leggera, nello stesso impianto dove nel 2008 si disputarono le gare di atletica dei XXIX Giochi Olimpici. Quarta città asiatica a ospitare un Mondiale di atletica dopo Tokyo, Osaka e Daegu, Pechino si appresta a diventare il centro nevralgico del mondo sportivo, con le televisioni puntate sulla pista che vedrà impegnati i protagonisti più attesi alla ricerca di record, rivincite personali che profumano di riscatto, occasioni per scrollarsi di dosso l’ombra macchiante del doping o più semplicemente uno di quei successi sportivi che consegnano la gloria eterna. Regina indiscussa della competizione sarà la gara dei 100 metri maschili, da sempre la più affascinante e quest’anno resa ancora più accattivante dal livellamento delle prestazioni dei suoi protagonisti.
Se negli anni scorsi in tutte le manifestazioni più importanti abbiamo assistito a trionfi seriali scanditi da prestazioni monstre del fenomeno Usain Bolt, quest’anno invece sembra regnare incertezza.

LaPresse/Alfredo Falcone

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Justin Gatlin ha bisogno di un successo per far sparire gli scheletri del suo armadio: lo sprinter americano classe ’82, già oro olimpico (Atene 2004) e mondiale, quest’anno guida la fila delle migliori prestazioni stagionali, capo lista su cui pende la spada di Damocle della famosa positività antidoping per testosterone nel 2006 (recidivo dopo la positività per anfetamine riscontrata anni prima), per cui venne sanzionato con una squalifica esemplare di 8 anni (poi ridotta a 4). Dichiaratosi sempre innocente, in questo 2015 ha fatto boom, facendo segnare tempi mai corsi in tutta la carriera e per questo sospetti: finché però non ci sarà un’effettiva colpa, inutile condannare, d’altronde la presunzione di colpa è quanto di più sbagliato possa esserci, e non solo nello sport. Lasciamo pertanto parlare i numeri: 9’’74 sui 100 metri a maggio a Doha e 19’’57 a giugno a Eugene sui 200. Impressionante e perfino i record del giamaicano Bolt che sembravano imbattibili, cominciano incredibilmente a scricchiolare.
E gli avversari come stanno? Se in virtù dei numeri Gatlin non può che essere il favorito numero 1, gli altri non stanno di certo a guardare.

la presse

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Il giamaicano Asafa Powell insegue da vicino e si assesta anche lui su tempi insperati: il sempre secondo giamaicano (ma anche terzo dietro ai connazionali Bolt e Blake), vive nell’attesa dell’exploit da grande evento. Già detentore del record mondiale, vincitore di medaglie olimpiche e mondiali, ha sempre fallito la gara regina dei 100 metri nei grandi appuntamenti, non riuscendo mai a mettere la testa davanti a tutti sul traguardo. Il 2013 e il 2014 sono annate storte e il post Olimpiadi di Londra 2012 ha il suo triste epilogo nella positività a un controllo antidoping (luglio 2013). 6 mesi di sospensione, qui non c’è l’aggravante della recidiva, e una lunga rincorsa che lo porta agli splendidi risultati del 2015: 9’’81 e diverse volte sotto i 10 secondi, da sempre soglia critica.

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Da non sottovalutare il vincitore dei Trials americani, Tyson Gay, fermo a 9’’87 ma già oro olimpico in Giappone a Osaka2007. Anche lui sospeso a luglio 2013, con la Wada (World Anti Doping Agency) che lo sanziona in maniera retroattiva dalle competizioni per 2 anni e gli toglie anche l’argento della staffetta 4×100 di Londra2012. Sport massacrante e fisici troppo gonfi: lo scandalo doping, ma tanto scandalo non è, sta sempre dietro l’angolo.
Più di 20 sono scesi quest’anno sotto i 10 secondi e se l’Europa si affida ai francesi Lemaitre (primo bianco sotto i 10) e all’astro nascente Jimmy Vicaut recentemente salito fino allo stratosferico 9’’86 (record europeo eguagliato del portoghese Obikwelu del 2004), a mancare è stato a lungo soprattutto il protagonista più atteso, Usain Bolt: il fenomeno giamaicano è infatti mancato fino al 24 luglio, quando di fronte ai suoi fan londinesi ha stampato un bel 9”87, che non lo mettono di fronte a tutti ma di certo gli fanno gridare “presente”.

LaPresse/Reuters

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Le imprese che il giamaicano ha compiuto in questi anni sono ancora sotto i nostri occhi: le sue leve lunghe, la sua facilità di corsa, ben si adattano alla contrapposizione con i muscolari Gay, Powell e Gatlin, in una sfida di stili dove da un lato c’è una potenza talmente evidente che sembra essere stata costruita in laboratorio e dall’altro c’è la naturalezza della corsa dell’istrionico Usain. E forse è pure per questo che Bolt ci mancava così tanto, perché la sua corsa è facile da amare.