Domenica 4 Dicembre

Alla fine… Arrivabene: il team principal della Ferrari come l’eroe buono dei western

LaPresse

Una vittoria quella della Ferrari di domenica che permette al team principal della scuderia Maurizio Arrivabene di “cantarle” ai propri “nemici”

E alla fine Arrivabene. E sono guai per tutti. Avete presente quei bei western di una volta in cui i cattivi imperversavano senza nemici per quasi tutta la durata del film? Quegli arcigni cattivi che ne facevano di tutti i colori ai poveri malcapitati che finivano per errore sul loro cammino? Ecco, a pochi minuti dalla fine della pellicola, per rimettere tutto a posto e ridare un senso morale al film, arrivava sempre un eroe-buono a risollevare le sorti dei malcapitati. L’eroe buono sapeva tutto di tutti. E non sbagliava mai a giudicare le persone. Era infallibile. Era una sorta di personificazione del concetto di “giustizia”. Ed era allo stesso tempo molto cattivo con i cattivi ed estremamente buono con i buoni. Arrivabene, Maurizio di nome, è un po’ come il buono dei vecchi western. Gli mancano solo un sigaro stropicciato ad un angolo della bocca, un cinturone di cuoio in vita e degli speroni agli stivali. Anche se gli speroni, a dire il vero, il responsabile della Gestione Sportiva Ferrari pare averli sulla punta della lingua. E la lista dei cattivi che li hanno assaggiati sulla propria pelle inizia ad allungarsi. Vero Niki?