Mercoledi 7 Dicembre

11 metri di gloria o polvere, i calci di rigore croce e delizia dell’Italia mundial

Dalla delusione del San Paolo all’urlo di Berlino, 4 momenti in cui 11 metri non sono mai stati così carichi di passione

4 stelle cucite sul petto, 4 epoche in cui intere generazioni hanno alzato gli occhi al cielo gridando “Siamo campioni del Mondo”, 4 momenti in cui ogni italiano è stato fiero di esserlo. Italia 1934, Francia 1938, Spagna 1982 e Germania 2006, anni e Paesi scolpiti nell’immaginario di ogni sportivo che mastica calcio, segni di appartenenza a quella che ormai è una vera e propria passione di un popolo, o meglio, di una Nazione intera. Accanto alle gioie, però, non possono che esserci quelli che sono i dolori e le ferite che le sconfitte brucianti e rigori sbagliati hanno aperto nell’animo di ogni italiano. Proprio i calci di rigore sono la vera croce e delizia della selezione azzurra, una lotteria che nel corso delle varie manifestazioni ha alternato momenti di sconforto e disperazione a momenti epici che rimarranno scolpiti nella storia.

italia 1990Le notti magiche di Italia ’90 incarnano una delle più cocenti delusioni azzurre. Il 3 luglio al San Paolo si gioca Italia-Argentina, Maradona sfida i ragazzi di Vicini davanti al suo pubblico, quella Napoli che lo acclama ogni domenica e che adesso non sa veramente da che parte stare. Si tifa Italia ma il clima è surreale! La gara finisce senza reti, si va ai rigori, sbaglia Donadoni e Argentina in finale. Le notti magiche si trasformano in una cruda e dura realtà. Passano 4 lunghi anni e ci spostiamo negli Stati Uniti. La panchina degli azzurri passa in mano ad Arrigo Sacchi che punta su un calcio più scientifico piuttosto che fantasioso. Baggio si erge a protagonista della rassegna mondiale, prende per mano i compagni e li conduce fino a Pasadena, sede della finale. E’ il 17 luglio e si gioca alle 12, 36° e un tasso di umidità pari al 70%, una vera e propria fornace. Questa temperatura gioca un brutto scherzo ad entrambe le formazioni che non riescono a prevalere l’una sull’altra, si va ai rigori. Baresi e Massaro peccano di precisione ma Pagliuca fa il fenomeno su Marcio Santos.

Baggio Sul dischetto va il “divin codino”ma spara clamorosamente alto, il Brasile conquista la sua quarta Coppa del Mondo. “Non avevo mai tirato alto un rigore, sarà stato Ayrton da lassù a far vincere i brasiliani” racconta Baggio, ricordando la morte del pilota di F1 avvenuta ad Imola qualche mese prima. Testa subito a Francia ’98, Cesare Maldini in panchina e Bobo Vieri sugli scudi. E’ il gigante di Bologna che ci spinge con i suoi gol fino ai quarti di finale dove ad attenderci ci sono i blues padroni di casa. Nessuna emozione e per la terza volta ci giochiamo tutto dagli undici metri. Sbagliano Lizarazu e Albertini ma è di Di Biagio l’errore decisivo, in semifinale ci va la Francia che poi vincerà la Coppa superando in finale il Brasile di un convalescente Ronaldo. La fortuna però è una ruota che gira, (tante) volte può togliere, altre (poche) volte può dare e così arriviamo a Germania 2006, anno del poker iridato.

© Marco Rosi  LaPresse 09-07-2006  Berlino sport - calcio Finale del Campionato del Mondo Germania 2006  Italia - Francia Nella foto Fabio Cannavaro alza la coppa del Mondo al cielo

© Marco Rosi LaPresse
09-07-2006 Berlino
sport – calcio
Finale del Campionato del Mondo Germania 2006 Italia – Francia
Nella foto Fabio Cannavaro alza la coppa del Mondo al cielo

E’ l’anno di Calciopoli, l’Italia del football messa a ferro e fuoco, l’ultimo baluardo per ridare credibilità a tutto il movimento è la selezione di Lippi. Con un gruppo di fedelissimi il mago di Viareggio arriva sino in finale dove ad attenderci c’è la Francia del mito Zidane. La gara finisce 1-1 siglato dal numero 10 transalpino e da Materazzi. Con questo risultato si va ai rigori, un incubo se si pensa alle ultime tre occasioni. Questa volta però i rigoristi italiani sono perfetti, sbaglia solo Trezeguet che consegna nelle mani di Cannavaro la quarta Coppa del Mondo della storia azzurra. 11 metri di gloria o 11 metri di polvere, è una linea sottile che separa l’inferno dal paradiso, è il calcio di rigore, signori miei, croce e delizia di un universo calcistico difficile da decifrare.