Domenica 4 Dicembre

Proverbi da Mugello per tutti i piloti in gara: un Gp d’Italia da vivere

LaPresse/Reuters

La gara di ieri al Mugello ci ha regalato emozioni e conferme, ecco i proverbi del  Gp d’Italia

Alla fine il lupo perde il pelo ma non il vizio. E chi nasce tondo non muore quadro. E chi più ne ha più ne metta. Circuito del Mugello: la conferma del carattere dei piloti in gara. Della serie: quello che sapevamo, è stato dimostrato in gara. Lorenzo: quello che ha nel cervello solo lui lo sa, è un microclima difficile da gestire, fatto di pericolosi alti e bassi, ma quando tutto “gira al massimo” è imprendibile; Iannone: follia all’arrembaggio, quella sana “passione” che porta a dare più di quel che si ha e fa tagliare il traguardo al secondo posto; Valentino: la voglia e la capacità di non essere secondi a nessuno, nonostante l’età avanzi, è la grinta unica del campione, idolo del Mugello; Pedrosa: non vince mai, non vincerà mai, non affronterà mai un duello alla morte, pavido pilota, ossimoro; Marquez; “all-in”, o la va o la spacca, tutto o niente, o così o pomì, l’anno scorso tutto ok, quest’anno niente ok; Crutchlow: il pericolo è il mio mestiere, datemi una moto e io ve la distruggo, lasciatemi fare, ve ne pentirete. Grazie Mugello. I proverbi sono salvi.