Sabato 3 Dicembre

Partita del Cuore, Ramazzotti minacciato di morte da Barbarossa. La replica del cantante

La replica di Luca Barbarossa al messaggio su Instagram dopo la Partita del Cuore pubblicato da Eros Ramazzotti che lo accusa di averlo minacciato di morte

Una partita del cuore che non ha dato l’esempio che ci si aspettava. Una partita che dovrebbe essere utile per raccogliere fondi per una causa benefica non dovrebbe mai trasformarsi in rissa. Eppure è successo. Dopo il tunnel di Moreno ai danni di Nedved, il ceco si è avventato sul rapper con un brutto fallo, nella concitazione dell’attimo i calciatori in campo si sono scontrati tra loro. Tra questi anche Eros Ramazotti e Luca Barbarossa. Il primo aveva postato poi su Instagram un commento che accusava Barbarossa di averlo minacciato di morte. Un brutto episodio di cui oggi arriva la replica dell’altro protagonista.

11356353_408198196033712_991632419_nIl cantante Luca Barabarossa infatti ammette come riporta Gazzetta dello Sport: “abbiamo litigato, ma per me è finita lì, sul campo. Io non ho Instagram. Ieri mattina gli ho inviato un sms sottolineando che per me non ci sono strascichi. Per me Eros è come un fratello più piccolo, gli voglio bene, non mi aspettavo una reazione del genereDopo il tunnel di Moreno, Nedved l’ha falciato – racconta il presidente della Nazionale Cantanti – . Un brutto fallo, abbiamo avuto paura, pensavamo a un brutto infortunio. Moreno ha ematomi all’anca, alle gambe e l’unghia del pollice si è spezzata. Io non credo che un professionista possa fare una cosa del genere, tra l’altro a un ragazzo che fa il rapper, alto un metro e sessanta, che ha avuto il torto di fargli un tunnel. Ho applaudito ironicamente Nedved, Eros è corso verso di me e mi è venuto addosso. Io mi sono incazzato. Nessuno può mettere le mani addosso a nessuno, neanche se ti chiami Eros, perdipiù alla Partita del Cuore. Il divismo lasciamolo da parte”.

Sulle parole minatorie nei confronti di Eros Ramazzotti poi Luca dichiara: “io non ricordo le parole esatte che gli ho detto, certamente non le pensavo. E’ come se un bambino combina un guaio e la mamma gli dice “se lo fai un’altra volta t’ammazzo di botte”. In quel momento eravamo alterati, eravamo come due ragazzini che bisticciano, ma una volta terminata la partita per me lo “scazzo” era già alle spalle. E anche per Eros, visto che lo aveva detto su Rai 1. Per questo non capisco lo sfogo del giorno dopo su Instagram”. Forse Eros era rimasto ferito dai fischi. Il pubblico l’ha visto quando si è catapultato verso di me e ha cominciato a fischiarlo. – continua il cantate  – Mi spiace, io ed Eros ci conosciamo dal Festival di Castrocaro dell’ ’81, abbiamo sempre giocato insieme nella Nazionale Cantanti, questa volta ha voluto vestire la maglia dei suoi idoli e ci siamo ritrovati in squadre avversarie. Dopo tutto quello che è successo il cattivo sarei io, mi sembra esagerato. Per quattro mesi ho lavorato per la Partita del Cuore, non vorrei che fosse ricordata soltanto per questo episodio”.