Sabato 10 Dicembre

La Nazionale russa tra passato e presente: da Ivanov a Capello

Un confronto tra passato e presente per la Nazionale russa che sembra in netto contrasto, dall’aristocrazia calcistica all’ormai ex Mister Fabio Capello

Fa un certo effetto, visitando la mostra Football Heroes (a Milano, in Corso Venezia, 2), vedere esposte delle maglie con la scritta CCCP. È un salto carpiato all’indietro. Si torna a una geografia e a una politica che paiono essere state cancellate per sempre dalla memoria di tutti noi. CCCP: sigla in caratteri cirillici che in alfabeto latino diventa S.S.S.R. e significa Sojuz Sovietskij Sotsialisticheskij Respublik, ovvero: Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (U.R.S.S.). La mente vola a incontrare nomi che fanno parte di una specie di aristocrazia del calcio: Lev Yashin, Olech Blochin, Valentin Ivanov, Aleksandr Mostovoj, Rinat Dasaev, Egor Titov. E sembra davvero strano dover poi paragonare la Russia del calcio di alcuni decenni fa alla attuale formazione. E, a cascata, sembra ancora più strano pensare che il divorzio Capello – Russia possa davvero fruttare al generale friulano una cifra di tutto rispetto. Visti anche i non-risultati ottenuti.