Sabato 10 Dicembre

“La grande bellezza” di Nakata, tra calcio, arte, moda e sakè

Il calciatore Hidetoshi Nakata promuove il sake giapponese in Italia, un incontro si sapori, culture e realtà differenti

Quando uno è figo è figo. Tipo David Beckham, che ci volete fare? Qualsiasi cosa realizzi, è un botto. Hidetoshi Nakata è “cool” quanto David. Lo era in campo. Lo è anche fuori. Ha smesso coi campi da calcio a 29 anni. Perché è uno di quei giocatori che “gioca” la vita su più campi. E lo fa sempre al meglio. Arte. Design. Moda. Libri. Vini. E ora Sakè. È un viaggio, quello di Nakata. Smessi i calzoncini da football player ha iniziato a girare il mondo per via della moda. E ha conosciuto tutto il mondo. Alto e basso. Poi si è fermato un attimo e ha capito che, in fondo, non conosceva il proprio paese, il Giappone. Ed ecco il suo viaggio nelle 47 prefetture e la scoperta del Sakè: 1300 produttori per un simbolo del Giappone più antico. In questi giorni Nakata è a Milano proprio per promuovere l’incontro culturale fra il cibo italiano e il sakè giapponese. Perché Nakata non dimentica che fu proprio l’Italia a fargli capire cosa volesse dire “vivere nella bellezza”. Concetto messo in pellicola da Sorrentino, ma non ancora chiaro a chi ci deve difendere dagli assalti della signora Merkel.