Sabato 10 Dicembre

Fabio Aru all’Expo tra commenti sul Giro e la popolarità acquisita [FOTO]

LaPresse/Piero Cruciatti

Fabio Aru in visita all’Expo commenta la sua partecipazione al Giro d’Italia e parla del suo futuro

Reduce dal trionfale secondo posto al Giro, Fabio Aru è stato protagonista anche all’Expo, insieme a tutta la squadra dell’Astana. Il campione sardo insieme ad Alexander Vinkuyrov, Mikel Landa e tutti i compagni è stato ospite al padiglione del Kazakhistan e si è detto “felice” del Giro d’Italia suo e di tutta la squadra.

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Peccato aver problemi di salute all’inizio e durante – ha detto – ma se non altro insegnano a crescere e a non mollare mai”. L’Astana Pro Team è stata accompagnata dal presidente della Federazione Ciclistica del Kazakhistan, Darkhan Kaletayev. Aru ha ribadito la sua ammirazione per Contador, “è il più forte e lo ammiro da sempre, per la sua classe e la sua umiltà, ho davvero grande rispetto per lui, e il Giro se lo è meritato”.

Nello stesso tempo, Aru si è detto “pronto” ad affrontare il futuro, anche se non so dire quale sarà. “Il Tour? Chi lo sa? La cosa importante è stata la squadra: si è dimostrata unita e compatta e ha dato il massimo. Questi sono i risultati. Per quanto riguarda il futuro decideremo insieme“. Quando vincerai il Tour? “Pensiamo prima a farlo” ha risposto, e ha evitato ogni tipo di polemica circa l’organizzazione del Giro.

A chi gli chiedeva se lui avesse perso il Giro a causa della cronometro “troppo lunga”, ha risposto: “la crono lunghe ci sono sempre state , sta solo a me migliorarmi“. – Ma gli italiani potevano essere tutelati di più? “Non decido io il percorso. E comunque la responsabilità fa parte dello sport e ti spinge a lavorare di più per dare il meglio“. La nuova popolarità acquisita non gli pesa, anzi: “è impegnativa, ma sto imparando a conviverci. E’ comunque nelle vittorie più belle c’è sempre anche l’apporto del pubblico”.