Domenica 4 Dicembre

Un “allenatore cashmere” per un’Inter che si piace: il lato vanitoso dei nerazzurri

LaPresse/Spada

Un’Inter vanitosa proprio come il suo allenatore Roberto Mancini

In fondo, è sempre la stessa Inter. Una squadra a cui qualche volta va bene (vedi gol contro la Roma all’88 di Maurito Icardi) ma che quasi sempre ama gigioneggiare dal centrocampo in su senza mai tirare in porta e correndo contemporaneamente troppi rischi in difesa. È l’Inter di Mancini. E come il suo allenatore, ama specchiarsi nella futile bellezza di una serie di passaggi inutili, che portano la formazione nerazzurra alle soglie dell’area avversaria senza mai trovare la rabbia, la cattiveria, la pragmaticità del tiro-gol. Perché, in fondo, il suo allenatore non è cattivo, né rabbioso. È un “allenatore-cashmere”. A Mancini piace vestire elegante. Piace esibire orologi costosi. Piace viaggiare su vetture impossibili per la gente comune. E a questa Inter piace tanto farsi bella sulla tre quarti. E passare molto tempo dei 90 minuti in quella terra di nessuno. A palleggiare senza scopo. Senza mai pensare (non sia mai!) di impensierire il portiere avversario con qualche tiro che raggiunga lo spazio utile fra i pali. E magari tocchi la rete.