Sabato 10 Dicembre

Promosso a Roma il passaporto biologico: per uno sport più pulito e leale

E’ stato promossa a Roma la tecnica del passaporto biologico per ridurre il fenomeno del doping

Il bello dello sport è riuscire ad ottenere ottimi risultati dopo tanti sacrifici e immense fatiche. Vincere facile, imbrogliando, e facendo uso di sostanze stupefacenti è sleale, e non regala le stesse emozioni e soddisfazioni date dalle vittorie vere e pulite. Non sempre però gli sportivi, quelli di alto livello riescono a resistere alla tentazione di assumere sostanze che possano aiutarli ad avere prestazioni migliori senza eccessivi sforzi: la vita degli atleti è spesso stressante. Per ridurre sempre di più il fenomeno del doping, e, soprattutto per scoprire più facilmente gli atleti che fanno uso di sostanze stupefacenti è stato ideato il passaporto biologico un sistema che traccia i parametri ematici dell’atleta, riuscendo ad individuare, grazie a degli andamenti anomali nel tracciato, gli effetti di sostanze dopanti. Dal 3 al 5 maggio si è tenuto a Roma un convegno promosso dalla WADA (Agenzia mondiale antidoping) per discutere dei progressi di questa tecnica antidoping. Il passaporto biologico è lo strumento oggi più idoneo a contrastare il doping a livello mondiale. Da quando è stato introdotto, nel 2009, sono stati sanzionati oltre 400 casi di doping ematico e c’è necessità di fare in modo che un numero crescente di campioni prelevati siano conservati per effettuare test anche in anni successivi. Perchè lo sport che piace è quello pulito e leale.