Martedi 6 Dicembre

Lazio-Roma: un derby pomeridiano, per italiani incapaci di organizzare una partita in sicurezza

Lapresse

Il derby capitolino in un appuntamento pomeridiano, per garantire una sicurezza che non c’è

Si squalificano intere curve. Si pronunciano slogan antirazzismo a spron battuto. Si organizzano pattuglie di polizia antisommossa. La verità, triste e amarissima, è che in Italia non siamo nemmeno capaci di far giocare una partita di calcio. Il derby romano, come è noto a tutti, non può essere giocato di sera. E perché mai, verrebbe da chiedersi? Esiste la tessera del tifoso. Esistono telecamere a circuito chiuso. Esiste la realtà di una partita che si sa si deve giocare in una determinata data. Quindi? Come mai in Inghilterra i signori “uligani” sono stati sconfitti e in Italia non si riesce a giocare una partita serale? In Italia non siamo capaci di organizzare una partita di calcio in sicurezza. Hai voglia l’antiterrorismo e l’Isis. Qui si sa tutto: data della partita, tifoserie, luoghi di ritrovo, orari. Eppure: non si gioca di sera. Hai voglia l’imprevedibilità dell’atto terroristico! Qui si fa un gran parlare di niente. In Italia, a Roma, non si riesce a giocare un derby di sera. Figuriamoci quale spot-boomerang può essere questa dichiarazione di impotenza contro la violenza negli stadi. È un po’ come se lo Stato Italiano alzasse ufficialmente al cielo le braccia dei suoi rappresentanti, in segno di resa: non ce la facciamo! Non siamo in grado di garantire la sicurezza per una partita di calcio. Bella roba! That’s why I don’t like monday!