Sabato 10 Dicembre

Giro d’Italia: la storia del trofeo “Senza Fine”

LaPresse/Fabio Ferrari

Tante le curiosità legate al Giro d’Italia, tra queste anche la forma e il metodo di “aggiornamento” del trofeo “Senza Fine”

Manca pochissimo ormai per l’inizio dell’attesissimo 98° Giro d’Italia. Non si fa altro che parlare dei ciclisti, degli infortuni dell’ultimo minuto e soprattutto dei probabili vincitori. Pochi invece parlano del trofeo, della bellissima coppa che il vincitore del Giro riceverà: si chiama “Senza fine” ed è stato realizzato nel 1999 per premiare il vincitore del 2000. Non si sa bene cosa rappresenti, ma, come dice il nome stesso è un trofeo che non ha mai fine, ogni anno infatti viene allungato per poter incidere il nome del nuovo vincitore. E’ a forma di spirale, con cerchi a volte più stretti a volte più l’arghi, in rame placcato d’oro 18 carati e verniciato e pesa 9,5 kg. La spirale potrebbe rappresentare la strada che percorrono i ciclisti durante la gara, la tortuosità e la difficoltà del giro, ma anche la storia della gara ciclistica italiana, una storia che non ha fine, o anche un ciclone, di emozioni. Quelle che solo il Giro d’Italia può regalare.