Domenica 11 Dicembre

Zlatan Ibrahimovic e le sue 20 “perle d’antipatia”: battute al vetriolo per lo svedese

20 frasi da ricordare per Zlatan Ibrahimovic e la sua “sottile ironia”

Zlatan Ibrahimovic. Un nome, una garanzia. Gol a bizzeffe e frasi pungenti “niente male”. Giocate magnifiche e antipatia a go go. Un calciatore che si fa ricordare. Le sue battute al vetriolo sono infatti celebri quasi quanto le sue prodezze calcistiche. Lo svedese è unico nel suo genere. Troppo forte per non vincere i campionati di Italia, Spagna e Francia, troppo presuntuoso per conquistare la Champions League. Epiteti senza tempo quelli usati dal calciatore in questione, che rivelano la sua forte personalità. Raccolti dal Corriere dello Sport, ecco “le perle di antipatia” di Zlatan.

  • «Zlatan non fa provini». Wenger gli chiese di sottoporsi ad un provino per passare dal Malmoe all’Arsenal, ma lui rispose così all’allenatore francese;
  • «Io sono Zlatan e voi chi diavolo siete?». Questa la diretta risposta ad un cronista che gli innocentemente gli chiedeva come si sarebbe presentato ai suoi nuovi compagni dell’Ajax;
  • «Quello che John Carew può fare con un pallone, posso farlo con un’arancia». Disprezzando il collega norvegese Ibrahimovic commentò le sue presuntuose prestazioni;
  • «Non puoi allenare magie come quelle». Altra perla di presunzione alla Ibra. La citazione si riferisce al gol contro l’Inghilterra che gli ha fatto conquistare il premio FIFA Puskas 2013;
  •  Quando un cronista gli chiese: «chi vincerà gli spareggi per la Coppa del mondo?», la risposta dello svedese fu: «Solo Dio sa». Il giornalista ironicamente aggiunse: «è un po’ difficile chiedere a lui». La risposta perentoria di Ibra fu a dir poco arrogante: «perché? È davanti a te, adesso»;
  • «Uno Zlatan infortunato è in problema molto serio per qualunque squadra». La necessità della sua presenza tra i convocati è stata spesso sottolineata dal vanitoso calciatore;
  • «All’inizio andai a sinistra e lui fece lo stesso; poi andai a destra e lui fece come me. Poi tornai ancora a sinistra e lui andò a comprarsi un hot dog». Ecco il commento al dribbling fatto ai danni del difensore del Liverpool Stephane Henchoz;
  • «Posso giocare in 11 ruoli perché un buon giocatore può farlo ovunque». Ha tutte le qualità, ma a Zlatan la qualità della modestia non si confà! Saprà anche fare il portiere?
  • «Se prendi me, compri una Ferrari. Se guidi una Ferrari, devi metterci la benzina migliore, poi prendi l’autostrada e affondi il gas. Guardiola invece in questa macchina ha messo del diesel e l’ha usata per un giretto in campagna. Avrebbe dovuto comprare una Fiat». Ibra “insulta” così uno degli allenatori più forti del mondo: Pep Guardiola;
  • «Niente, lei ha già Zlatan». Una moglie senza regalo quella di Ibra. Lo svedese risponde così al giornalista che gli chiede cosa avrebbe regalato alla moglie per il compleanno;
  • «Con Onyewu siamo stati vicini ad ammazzarci». Anche al Milan Ibrahimovic ha regalato le sue perle. La frase racconta così la rissa con l’ex compagno di squadra americano ai tempi del Milan;
  • «È vero, non so molto dei calciatori di questo campionato, ma sono sicuro che loro sanno molto di me». Il borioso Ibrahimovic dopo il passaggio al Psg e quindi alla Ligue 1 nel 2012;
  • «Io e la mia famiglia stiamo cercando un appartamento a Parigi. Se non riusciremo a trovare nulla, probabilmente compreremo l’hotel». Modestia anche monetaria per “Ibra and family”;
  • «Se avessi praticato taekwondo, probabilmente avrei vinto diverse medaglie olimpiche». Come dubitare poi anche delle sue doti extra calcistiche?
  • «Non me ne frega un c***o di chi vincerà, io me ne vado in vacanza». Una decisiva risposta alla domanda su chi vincerà Euro 2012. Forse un po’ di frustrazione di non poterla giocare?
  • Per rimanere in tema di competizioni non disputate dallo svedese, Ibra commenta l’assenza della Svezia alle fasi finali dei Mondiali del Brasile: «una Coppa del mondo senza di me è una coppa in cui non c’è niente da guardare quindi non vale la pena aspettare per vederla»;
  • «Sono come il vino: più invecchio, più divento buono». Si rassegnerà prima o poi al ritiro?
  • «Stile svedese o slavo? Nessuno dei due, è lo stile di Zlatan». Non c’erano dubbi;
  • «Non ho bisogno di un soprannome. Se vuoi impressionarti, guardami giocare». Ibra non vuole un soprannome come “el tigre”, cioè Radamel Falcao, a cui era stato paragonato;
  • «Se ho comprato una Porsche? No, ho preso un aereo. È molto più veloce».