Venerdi 9 Dicembre

Tifosi organizzati: sapete perchè si chiamano ultras?

LaPresse/Giandomenico D'Angelo

Non sempre siamo a conoscenza della vera storia dei nomi che ogni giorno usiamo per classificare oggetti e persone. Spesso, dietro a un semplice nome si nasconde un avvenimento, una verità o un collegamento veramente bizzarro, come nel caso dei tifosi organizzati chiamati ultras

Ogni giorno usiamo termini, spesso “rubati” ad altre lingue, per definire oggetti, tipologie di persone, modi di fare, dei quali però non conosciamo il reale significato. Questo accade soprattutto negli sport, dove azioni, gesti tecnici, ruoli di gioco raramente hanno nomi prettamente italiani. Anche, per esempio, gli spettatori delle partite di calcio hanno un nome che di italiano ha ben poco. Gli ultras, sono i tifosi “organizzati” delle società sportive, in particolar modo del calcio, ma anche di altri sport come hockey e pallacanestro, che si riuniscono periodicamente per organizzare cori e coreografie da usare durante le partite per incoraggiare la squadra del cuore. Le tifoserie organizzate sono nate in Italia nel 1932 con i Paranza Aquilotti, tifosi della S.S. Lazio, ma i primi ad usare la denominazione di ultras sono stati, nel 1969, i tifosi della Sampdoria “Ultras Tito Cucchiaroni”. Ma la parola “ultrà” cosa significa? Perché è associato ai tifosi delle squadre di vari sport?

LaPresse/Spada

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Il termine “ultrà” deriva da una forza politica francese: gli ultrarealisti o ultraroyalistes, ovvero gli appartenenti al partito di monarchici conservatori che sostenevano il ripristino integrale della monarchia assoluta durante il periodo della Restaurazione in Francia, e anche chi, negli anni successivi alla Restaurazione sosteneva tesi autoritarie e reazionarie che sfociavano spesso nel nazionalismo o nell’integralismo religioso. Un gruppo di persone quindi forti, che vuole imporre le proprie idee sugli altri e che è pronto a reagire, anche bruscamente, ogni qualvolta venga ostacolata.
Così, proprio per il loro carattere forte, deciso e a volte aggressivo i giornalisti degli anni ’60 hanno iniziare a chiamare i tifosi organizzati “ultrà”, un soprannome ancora in uso oggi, e che probabilmente non verrà mai sostituito, a meno che gli enti governativi non riescano nel loro intento di reprimere questi gruppi di tifosi.