Venerdi 9 Dicembre

Rivali – Bird vs Johnson. Dallo “showtime” ai super canestri, dall’Università all’Nba

Dall’Università all’Nba una rivalità tra Larry Bird e Magic Johnson che ha fatto storia

Il gioco del basket non aveva mai vissuto una rivalità come la loro. E nemmeno la vivrà più. Correvano, da canestro a canestro, gli anni 80. L’America bianca dominava. L’America di colore esplodeva a suon di rap. E questi due nomi si preparavano a costruire una storia importante, non solo per il basket NBA.

Larry Bird. Earvin “Magic” Johnson. Due uomini. Due fenomeni. Due icone del basket. Uno, bianco e biondo. L’altro, nero e col pizzetto. Uno della East Coast, giocando nei Boston Celtics di orgoglio irlandese. L’altro della West Coast, giocando nei Lakers dal glamour hollywoodiano. Uno era rigido e metteva “i punti”al primo posto. L’altro era “la fantasia al potere” su di un campo da basket. Uno ha giocato a Indiana come Università. L’altro ha giocato nella Michigan University.

Bird: introverso, taciturno, antipatico. Johnson: istrione, sorridente, simpatico. Uno era 2.06. L’altro 2.06. Stessa altezza, è vero. Eppure mai due giocatori di pallacanestro furono così diversi. E le loro diversità diedero vita a una delle più belle e intense rivalità mai giocate con una palla a spicchi. Uno contro l’altro. Uno con l’altro.

Perché uno SENZA l’altro non sarebbe mai stata la stessa cosa. Un rapporto mistico, magico, irripetibile, il loro. Larry Bird e Earvin Johnson iniziano a “incontrarsi per vincere” già ai tempi dell’Università. È il 1979 quando in finale NCAA si ritrovano, una di fronte all’altra, proprio le università di Indiana e Michigan: cioè Bird VS Johnson. Spartans, così si chiamano gli atleti di Michigan; Sycamores quelli di Indiana. Il 26 marzo di quell’anno vince Johnson. E Bird è in lacrime. Ma è solo il primo capitolo di una lunga e bella storia, di un incredibile e avvincente romanzo.

Earvin “Magic” Johnson dopo l’Università va a giocare con i Lakers di Los Angeles. Numero di canotta 32. Il clima di Hollywood è perfetto  per il solare Magic. Bird, all’opposto, sceglie di giocare nella conservatrice Boston. Numero di canotta 33.  I giochi sono fatti. Bianco e Nero. East Vs West. Concretezza contro Showtime. Sarà, da qui in avanti, un susseguirsi di partite, momenti, finali assolutamente indimenticabili.

Alla fine, chi ha vinto e chi ha perso non ha quasi più nemmeno importanza. Quello che piace ricordare di queste storiche sfide senza tempo, è il risultato al quale questi due ineguagliati talenti hanno portato, insieme, il basket giocato, lo sport. Quegli anni delle sfide fra Boston e Los Angeles, fra Lakers e Celtics, rimangono un esempio pratico da far vedere a chi vuol sapere cosa è in grado di produrre il basket quando è giocato al massimo livello, alla massima intensità, alla massima velocità.

Earvin, il playmaker più alto e più veloce del West, capace di proiettare la palla dove voleva pur guardando dalla parte opposta; Bird, ala piccola, aveva perfezionato in maniera tale i suoi fondamentali che una palla nelle sue mani si trasformava sicuramente in punti utili ai Celtics. Magic aveva portato i tifosi dei Lakers a definire le partite della sua squadra “showtime”, tanta era la bellezza del gioco messa in campo; Bird, con la sua pragmaticità e la sua forza di volontà, era la risposta giusta al clamore di L.A.; fatti, non parole!

Il basket americano degli anni 70 aveva vissuto un lento e inesorabile declino. Di gioco e di pubblico. E comunque, è bene ricordarlo, prima di Magic e Bird il basket era SOLO uno sport fra tanti. Con loro due la palla a cesto diventò uno spettacolo globale. E i giocatori divennero di conseguenza star riconosciute in tutto il mondo. E strapagate. Ebbero inizio così “le sneakers” con i nomi dei giocatori. Ebbe così inizio il giocatore–marchio. Ebbero così inizio “le leggende” Jordan, Shaquille, LeBron. Un aneddoto finale può spiegare al meglio il rapporto Magic-Bird. Nel 1991 Magic annuncia di essere sieropositivo. La sola persona che gli starà accanto in quel difficilissimo periodo fu proprio Larry. Oggi Magic è vivo e ogni tanto si vede con Larry. Ma non per  troppo tempo. La rivalità, quella bella, si sa, è difficile da far scomparire. Anche a distanza di tempo!