Sabato 3 Dicembre

Origini del cavallino Ferrari: la curiosa storia dello stemma

LaPresse

Loghi e stemmi di squadre e associazioni sportive hanno storie e significati davvero interessanti. Come è nato il “cavallino” della Ferrari?

Ogni squadra, scuderia, associazione sportiva che si rispetti possiede uno stemma, un logo che lo rappresenti. Un’immagine che ha un significato ben preciso, che racconta una storia. Come quella del “cavallino” della Ferrari. Una storia antica, che nasce nel 1692 come simbolo del “Reggimento Piemonte Reale” una delle più brillanti unità della cavalleria piemontese. Due secoli dopo circa, il cavallino rampante è diventato lo stemma personale dell’aereo di Francesco Baracca, uno dei primi ufficiali di cavalleria del “Battaglione aviatori”. Ma come ha fatto il cavallino rampante ad arrivare sulle vetture Ferrari? Nel 1923, un giovanissimo Enzo Ferrari, dopo aver vinto la gara sul “Circuito automobilistico del Savio” a Ravenna, ha ricevuto in dono da Enrico e Paolina Baracca, genitori di Francesco, lo stemma col cavallino, per onorare la memoria del figlio morto in guerra. L’emblema della Scuderia Ferrari però non apparve da subito sulle autovetture, poichè erano marchiate Alfa Romeo e quindi ne riportavano il simbolo. Solo in un secondo momento, quando Enzo Ferrari iniziò a far gareggiare autovetture di sua produzione il cavallino nero fece il suo esordio in pista, precisamente nel 1932 alla 24 Ore di Spa (Belgio). Lo stemma è stato col passare del tempo aggiornato, senza però distorcere l’immagine iniziale, l’unica aggiunta da parte di Ferrari è stato lo sfondo giallo, colore simbolo della città di Modena, dove la Ferrari ha sede.

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