Lo stadio all’epoca delle TV ultrapiatte: vuotezza e sconforto

Gli stadi ed il calcio sono cambiati con l’avvento della tecnologia: ecco come

Il calcio è sempre più uno sport televisivo. Si gioca a favore di telecamere. Sempre e comunque. Si gioca di martedì, di venerdì e di sabato sera. E si rimpiangono gli anni in cui la domenica pomeriggio, con la fedele radiolina a transistor accanto, si ascoltavano in diretta i collegamenti con tutti i campi di calcio che raccontavano tramite radiocronache (veloci e forbite) l’andamento delle partite di serie A. Di tutte le partite di serie A. Una volta, sembra impossibile crederci oggi, si giocava il calcio “in contemporanea!” E allora, se il calcio è ormai sport giocato per salotti con televisioni sempre accese, che almeno le inquadrature siano all’altezza dello spettacolo. Che senso ha continuare a inquadrare tribune deserte, spalti di cemento e curve orfane di tifosi? Gli stadi sono vuoti. La gente è a casa e guarda le partite in TV. Bene. Offriamo almeno uno spettacolo che sia tale. Inquadrature dall’alto, che facciano capire gli schemi di gioco. Primi piani di attaccanti e portieri. Dettagli  di scarpette e tatuaggi. Non ha molto senso infatti continuare ad avere come “quinta scenica” di partite di calcio uno spettrale stadio completamente vuoto. Sono immagini agghiaccianti. Tristi.

Valuta questo articolo

Nessun voto.
Please wait...


FotoGallery