Sabato 3 Dicembre

Lo stadio all’epoca delle TV ultrapiatte: vuotezza e sconforto

Gli stadi ed il calcio sono cambiati con l’avvento della tecnologia: ecco come

Il calcio è sempre più uno sport televisivo. Si gioca a favore di telecamere. Sempre e comunque. Si gioca di martedì, di venerdì e di sabato sera. E si rimpiangono gli anni in cui la domenica pomeriggio, con la fedele radiolina a transistor accanto, si ascoltavano in diretta i collegamenti con tutti i campi di calcio che raccontavano tramite radiocronache (veloci e forbite) l’andamento delle partite di serie A. Di tutte le partite di serie A. Una volta, sembra impossibile crederci oggi, si giocava il calcio “in contemporanea!” E allora, se il calcio è ormai sport giocato per salotti con televisioni sempre accese, che almeno le inquadrature siano all’altezza dello spettacolo. Che senso ha continuare a inquadrare tribune deserte, spalti di cemento e curve orfane di tifosi? Gli stadi sono vuoti. La gente è a casa e guarda le partite in TV. Bene. Offriamo almeno uno spettacolo che sia tale. Inquadrature dall’alto, che facciano capire gli schemi di gioco. Primi piani di attaccanti e portieri. Dettagli  di scarpette e tatuaggi. Non ha molto senso infatti continuare ad avere come “quinta scenica” di partite di calcio uno spettrale stadio completamente vuoto. Sono immagini agghiaccianti. Tristi.