Sabato 10 Dicembre

La classificazione dei tuffi: nomi e criteri di valutazione

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Guardare le gare di tuffi è sempre bello, grazie al loro aspetto spettacolare e quasi “circense”, ma non sempre gli spettatori conoscono i tipi di tuffi, e il criterio di votazione dei giudici

Le gare di tuffi sono sempre spettacolari e interessanti da guardare: atleti che si lanciano dal trampolino per finire in posizione perfettamente diritta in acqua dopo aver fatto capriole o rotazioni particolari. Non sempre (quasi mai a dire il vero) gli spettatori conoscono quanti tipi di tuffi esistono, come si chiamano e che caratteristiche hanno.
I tuffi vengono in un primo luogo classificati in 6 gruppi, e, successivamente in 4 posizioni. I gruppi indicano la posizione dalla quale si parte e quella che si assume durante il tuffo:
– gruppo 1: avanti, il tuffatore salta guardando avanti e ruota in avanti

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

– gruppo 2: indietro, l’atleta salta guardando la pedana (quindi con le spalle rivolte verso la piscina) e ruota indietro

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

– gruppo 3: rovesciato, il tuffatore salta guardando avanti ma, questa volta, ruota indietro

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

– gruppo 4: ritornato, l’atleta salta con le spalle rivolte verso la piscina (all’indietro) ma ruota in avanti

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

– gruppo 5: avvitamento, qualsiasi tuffo nel quale l’atleta esegue un avvitamento

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

– gruppo 6: verticale, qualsiasi tuffo nel quale l’atleta parte dalla posizione verticale, accade solo nelle gare da piattaforma;

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

le posizioni invece indicano il modo di “rotazione” dell’atleta
– posizione A: teso, quando il tuffatore tiene gambe e braccia completamente tese

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

  • posizione B: carpiato, quando l’atleta tiene tese le gambe e piegate le braccia
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

  • posizione C: raggruppato, quando il tuffatore ha sia gambe che braccia piegate (raccolto a palla)
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

  • posizione D: libero, quando l’atleta effettua uno qualsiasi dei precedenti tuffi però con avvitamento.
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Altro dilemma di tutti gli spettatori delle gare di tuffi sono i punteggi. Ecco quali sono gli elementi presi in considerazione dai giudici:
– la posizione del corpo durante l’acrobazia: la correttezza degli avvitamenti e delle capriole, e, soprattutto la posizione dei piedi, che dovrebbero sempre toccarsi
– l’altezza massima raggiunta dal tuffatore in volo: più alta è meglio è
– la qualità e la durata della verticale sulle mani, nel caso in cui l’atleta inizia il tuffo da questa posizione
– l’angolo di entrata (dovrebbe essere di 90 gradi): il movimento deve finire prima dell’entrata in acqua
Inoltre è bene sapere che i giudici che votano il tuffo sono 7, ma i voti presi in considerazione sono 3 (i due più bassi e i due più alti vengono scartati), che vengono sommati e poi moltiplicati per il coefficiente di difficoltà.