Sabato 3 Dicembre

La classifica alla partenza dell’Augusta Master: Spieth protagonista, Woods 41°

LaPresse/REUTERS

Alla 79° Master Tournment la prima manche tra sorprese e conferme

Jordan Spieth è stato il protagonista della prima giornata del 79° Masters Tournament, che ha condotto a gran ritmo prendendo il comando con un rimarchevole 64 (-8). Sul percorso dell’Augusta National GC (par 72), ad Augusta in Georgia, Spieth, texano di Dallas, 22 anni da compiere a luglio, tre titoli nel PGA Tour (due ufficiali e uno non ufficiale) e uno nell’Australasia Tour, ha lasciato a tre colpi Charlie Hoffman, l’inglese Justin Rose, l’australiano Jason Day e il sudafricano Ernie Els (67, -5), quest’ultimo nella versione dei suoi momenti migliori. Al sesto posto con 68 (-4) Russell Henley e lo spagnolo Sergio Garcia, all’ottavo con 69 (-3) Webb Simpson, Bill Haas, Ryan Palmer e l’inglese Paul Casey. Sono un po’ mancati alle attese il nordirlandese Rory McIlroy, gran favorito della vigilia, e Bubba Watson, campione uscente, solo 18.i con 71 (-1) insieme a Keegan Bradley, all’altro nordirlandese Graeme McDowell e al 66enne Tom Watson, e fino a un certo punto Tiger Woods, 41° con 73 (+1), perché il suo score probabilmente sarebbe un buon risultato per qualsiasi giocatore, al rientro dopo una serie di infortuni, che non portasse il suo nome.

Hanno fatto meglio Phil Mickelson, Patrick Reed e Dustin Johnson, 12.i con 70 (-2), hanno viaggiato in par Zach Johnson, Matt Kuchar, l’australiano Adam Scott, il sudafricano Louis Oosthuizen, l’argentino Angel Cabrera e l’irlandese Padraig Harrington, 31.i con 72, e sono insieme a Woods lo svedese Henrik Stenson e gli inglesi Ian Poulter e Lee Westwood. E’ già salita dura per Jim Furyk, 54° con 74 (+2), per Hunter Mahan, per l’inglese Luke Donald e per il fijano Vijay Singh, 69.i con 75 (+3), e per il tedesco Martin Kaymer, 77° con 76 (+4). Jordan Spieth ha preso quasi d’assalto il percorso con otto birdie in 14 buche, poi ha trovato un bogey forse nel punto meno indicato, ossia alla buca 15 (par 5), e ha chiuso con il nono birdie. “Ho lavorato in modo da poter mantenere la condizione della settimana scorsa -ha detto- cercando il giusto equilibrio tra pratica e riposo e, nei giorni di prova, ho giocato meno buche rispetto allo scorso anno, trascorrendo anche meno tempo in campo pratica. Non ho colpito la palla particolarmente bene, ma sono riuscito a capitalizzare tutte le occasioni che mi sono capitate. La cosa più difficile di questo torneo, che tutti vogliono vincere, è lasciarsi alle spalle, saliti sul tee di partenza, il pensiero che il successo porta il tuo nome nella storia con tutto il risvolto economico che ne segue”. Qualche incertezza nella fase centrale per Rory McIlroy, che ha realizzato tre birdie e due bogey, e che comunque è apparso piuttosto sereno: “E’ positivo aver chiuso il primo giro sotto par. Ho toccato la palla nel modo giusto e devo solo avere tanta pazienza. Del resto bisogna rendersi conto che si tratta di un torneo di 72 buche”. Tiger Woods, che per arrivare al green ha spesso percorso strade impervie fatte di alberi e persino di faiways sbagliati, è stato costretto a inseguire il par sin dalla prima buca. Nelle sue considerazioni non ha accennato a drive sbilenchi, ma ha sottolineato il lato positivo della sua prestazione: “Il gioco corto rimane ancora il mio punto di forza. E proprio per ritrovare il tempo giusto ha tirato in campo pratica migliaia e migliaia di palline per assicurarmi che fosse ancora efficace”. Per lui tre birdie e quattro bogey. Il montepremi è di nove milioni di dollari.