Venerdi 9 Dicembre

Il “razzismo” di Mino Raiola: un esperimento mal riuscito

LaPresse/Fabio Ferrari

Mino Raiola tra Balotelli e fuoriquota milanisti

Episodio controverso. Parole in controcanto. Il Milan vince il Torneo Universal Cup esordienti 2004. Il pubblico protesta. Alcuni dei giocatori della squadra rossonera sembrano molto più forti e molto più prestanti degli altri partecipanti al torneo. Sembrano essere “più vecchi” dei loro compagni di team. Sembrano davvero avere un’altra età. Il “problema” è che questi giocatori sono di colore. A questo punto arriva Mino Raiola (uomo che vuole solo “il bene” dei suoi giocatori), che difende i presunti “bari” accusando “gli accusatori” di “razzismo”. Eccola la parola che risolve tutti i problemi: razzismo! Eppure qui non si sta parlando di colori, ma di contestare la scelta del Milan di schierare bambini fuoriquota e quindi più prestanti fisicamente. Il geniale Raiola usava spesso la parola razzismo anche per il suo protetto Balotelli. Non ci risulta che il tempo gli abbia dato ragione. Non erano certamente causate dal razzismo le imbarazzanti prestazioni di Supermario. Liverpool docet.