Domenica 4 Dicembre

Fratelli Abbagnale, da contadini a campioni del mondo

DELMATI / LAPRESSE

Spesso, genitori e parenti portano figli e nipoti a praticare lo sport che loro stessi hanno praticato e amato. A volte, i bambini si ribellano, perchè non amano a loro volta quello sport, altre, come nel caso dei fratelli Abbagnale, diventano campioni del mondo

I fratelli Abbagnale, Carmine e Giuseppe, sono nati in un piccolo paese frazione di Pompei. Fanno parte di una famiglia numerosa: Mamma Virginia, papà Vincenzo e i fratelli Agostino, Maria e le gemelle Rosanna e Nunzia. Il padre possedeva un ampio terreno, dove tutti lavoravano: coltivavano fiori e ortaggi da esportare. Giuseppe e Carmine si sono avvicinati al mondo del canottaggio grazie allo zio Giovanni La Mura, ex canottista. I due hanno subito amato questo sport: si svegliavano alle cinque, correvano fino a Castellamare (5 km andata, 5 ritorno), facevano riscaldamento e uscivano in barca a remare fino alle 8, una volta finito l’allenamento, si lavavano velocemente e andavano a scuola. Ma non era finita qua: una volta tornati a casa, bisognava aiutare la famiglia e dunque lavorare dei campi. Una vita di sforzi, fatiche, passione, e tanta voglia di fare.

DELMATI / LAPRESSE

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Sforzi che sicuramente sono stati ripagati, perchè i fratelli Abbagnale sono subito diventati famosi, vincendo i campionati mondiali di Monaco nel 1981. Da lì non hanno fatto altro che accumulare una serie di successi, uno dietro l’altro, campioni del mondo nel 1982, 1985, 1987, 1989, 1990, 1991, negli anni in cui non hanno vinto l’oro, sono comunque riusciti a classificarsi secondi o terzi, e hanno vinto due medaglie d’oro ai giochi olimpici, una nel 1984 a Los Angeles, una nel 1988 a Seul, e una d’argento nel 1992 a Barcellona.
Due fratelli che hanno fatto la storia del canottaggio italiano e mondiale, una leggenda nel mondo della canoa, simboli di genuinità e semplicità.