Mercoledi 7 Dicembre

Caso Schwazer: le dichiarazioni del medico accusato dal maratoneta

Il medico sportivo accusato da Alex Schwazer di essere a conoscenza del suo uso di stupefacenti si difende: “si assumerà le responsabilità delle nuove affermazioni”

Alex Schwazer “si assumerà le responsabilità delle nuove affermazioni”. Ci sono “evidenze ben diverse” che verranno mostrate “nella corretta fase processuale“. Lo afferma il medico sportivo bolognese Pierluigi Fiorella, interpellato dall’ANSA sulle ultime dichiarazioni del marciatore altoatesino, che lo tirano in ballo. “Sono anni che Alex Schwazer racconta delle cose – sottolinea Fiorella –, tra conferenze stampe in lacrime e interrogatori agli organi inquirenti della giustizia sportiva e ordinaria, avanti alla quale aveva fatto e ribadito precise e ben differenti affermazioni. Oggi Alex Schwazer cambia versione e ha il progetto di andare alle Olimpiadi e ottenere uno sconto di pena, e quindi convoca conferenze stampa dove riceve strette di mano. Schwazer si assumerà la responsabilità di tali nuove affermazioni“. “Noi – conclude Fiorella, che è assistito dagli avvocati Alessandro Lovato e Marco Riponi – abbiamo evidenze ben diverse che mostreremo a tempo debito nella corretta fase processuale“. Tra l’altro a marzo il 30enne atleta, oro a Pechino 2008, ha presentato agli inquirenti altoatesini che indagano la sua vicenda di Epo che lo ha portato alla squalifica, una memoria (che ha preceduto un suo nuovo interrogatorio) in cui sostiene di aver comunicato a Fiorella, responsabile sanitario federale, di aver fatto uso di doping già dall’autunno 2011. Memoria che è stata acquisita dalla Procura Antidoping, ma che non fornirebbe elementi nuovi rispetto a quanto raccolto fino ad ora. La Procura Antidoping Coni, infatti, avrebbe convocato comunque Fiorella. La Procura del Coni ha convocato invece Schwazer per il 24 aprile, sull’istanza presentata dallo stesso atleta per la procedura di sospensione della squalifica in considerazione della fattiva collaborazione. Il 12 febbraio il Tribunale Nazionale Antidoping ha inflitto a Schwazer, già squalificato 3 anni e mezzo per la positività all’Epo, altri sei mesi di stop per aver “eluso i controlli” alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Pena poi ridotta a tre mesi per la collaborazione data.