Venerdi 9 Dicembre

Arthur Ashe, il tennista di colore e la sua lotta per i diritti umani e contro l’HIV

Lo sport regala sempre immense soddisfazioni, insegna ad affrontare momenti complicati nel gioco, ma anche nella vita. Come nel caso di Arthur Ashe, campione di tennis che ha dovuto lottare per i diritti umani e contro l’HIV

Arthur Ashe è un giovane studente di Richmond (USA), che durante la scuola si avvicina a diverse discipline sportive, come il football americano, il basket e, soprattutto il tennis, ottenendo da subito ottimi risultati: con la squadra di football ha vinto il titolo cittadino, mentre, per quanto riguarda il tennis, si è aggiudicato il titolo statale. Da qui è iniziata la carriera di Ashe da tennista: nel 1963 vince un premio tennistico a Tennis - Wimbledon Championships 1975 - Mens Singles Final - Arthur Ashe v Jimmy ConnorsUCLA dove attira l’attenzione degli amanti del tennis, nel 1965 vince il titolo individuale NCAA, nel 1969 entra a far parte della categoria dei professionisti, e vince gli US Open, l’anno successivo si aggiudica il titolo dell’Australian Open e nel 1975 riesce a vincere il torneo più importante del mondo del tennis, Wimbledon. Una vita piena di successi e di lotte, contro avversari a volte molto forti. Lotte però che non ha dovuto affrontare sono in campo, ma anche nella vita: Arthur infatti è sempre stato impegnato nella lotta contro iashear001p1l’apartheid(che gli impedì di giocare gli Open in Sudafrica), ma anche a sensibilizzare il mondo intero al problema dell’AIDS, dopo che lui stesso, a causa di una trasfusione di sangue subita durante un intervento al cuore, ha contratto l’HIV. Inoltre, poco prima di morire, ha fondato la Arthur Ashe Institute for Urban Health per aiutare tutte le persone malate che non potevano permettersi le cure. Una vita piena di successi insomma, non solo nel campo di gioco ma anche nella vita, nonostante le difficoltà: perchè gli sportivi, si sa, danno tutti sè stessi fino all’ultimo secondo.