Venerdi 9 Dicembre

Pugili in prigione, quando vita sregolata e violenza non rimangono sul ring

Da Tyson ad Mitri, pugili e violenza una costante agghiacciante

Ci sono costanti nello sport che rendono coloro che praticano alcune discipline legati strettamente ad un dato oggettivo. Esempi di sport che si legano per convenzione e per pregiudizi (più o meno giusti) a determinati schemi mentali. Così verrà naturale pensare all’accoppiata calciatori-veline; ma anche (ahimè) alla accoppiata ciclismo-doping; e alla combinata basket-America. Così come verrà naturale (giustamente o no) pensare ai pugili come a persone un po’ violente. La boxe dà dimostrazione di questo sul ring, ma anche alcune volte nella vita reale. L’accoppiata pugili-prigione sembra funzionare bene proprio come un matrimonio arrivato alle nozze d’oro. Proviamo a scoprire perciò i pugili che per un motivo, più o meno cruento, sono passati alla storia per “vicende carcerarie”. GQ dà lo spunto per stilare una lista completa.

  • Bubi Scholz,  il pugile tedesco lasciati i ring diviene alcolista. Reo di aver ammazzato la moglie, passa tre anni in carcere. Si autoscagiona pagando una cauzione di 150 milioni di Lire. Malato di Alzheimer morirà in un ospizio nel 2000.
  • Tony Ayala, non uno qualsiasi. Lo statunitense dopo un record di 22 vittorie viene considerato il futuro campione mondiale dei pesi medi. Il suo brillante futuro viene però spezzato da una “notte da leoni”, trascorsa dal pugile che tra alcool e droga, stupra una donna. 15 anni di galera, la libertà condizionata, il ritorno in carcere per altri reati, lo rendono un recidivo. Il pugile oggi in libertà ha attualmente 51 anni.
  • Carlos Monzon, una vita all’insegna dei match vinti e poi un agghiacciante episodio che gli cambia la vita. Carlos litiga con la ballerina Alicia Muniz. Cadono dal bancone entrambi, il collo di lei serrato dalle mani di lui. Dopo l’impatto lei muore, lui dopo l’ospedale finisce in carcere. Durante un permesso di libera uscita, cercando di tornare per tempo in carcere, si schianta in auto morendo all’età di 52 anni.
  • Mike Tyson, cosa non manca alla carriera criminale di Mik? Droga, alcool, bancarotta e uno stupro. Che collezione! Condannato a scontare 10 anni di carcere, vi resta 1089 giorni.
  • Tiberio Mitri, il pugile italiano ha una storia maledetta. La sua dipendenza da droga gli costerà alcuni giorni di galera. In più lo colpiscono una serie di lutti, la moglie morta di cirrosi, il figlio di overdose e la figlia di Aids. Muore in povertà nel 2001.