Sabato 3 Dicembre

Nicola Pietrangeli, il migliore tennista italiano e anche il più sfrontato: “Se mi fossi allenato di più, mi sarei divertito di meno” [FOTO e VIDEO]

Il suo rovescio micidiale l’ha visto vittorioso in tutti i grandi tornei

Nicola Pietrangeli. Il tennista italiano più titolato. Vincitore di due Roland Garros, un Grande Slam. È l’unico tennista italiano ad esser stato introdotto nell’International Tennis Hall of Fame.

Il monumento tennistico italiano, Pietrangeli, « più forte sul rovescio, fu un regolarista e un incontrista, capace anche di raffinatissimi tocchi al volo», ha raggiunto il podio della classifica mondiale di tennis nel 1959. Con il terzo posto. Così in alto, nessun italiano mai.

Nicola ha vinto, inoltre, la medaglia di bronzo in singolare ai Giochi di Città del Messico nel 1968, una medaglia d’oro e una di bronzo ai Giochi del Mediterraneo nel 1963. Nicola è riuscito ad aggiudicarsi anche la Coppa Davis con la Nazionale nel 1976 come capitano. L’unica Coppa Davis italiana.

Il doppio disputato con Orlando Siriola durante il Roland Garros del 1959, rimane negli occhi e nella memoria di tutti gli italiani.

Eravamo diversissimi. – racconta Pietrangeli a circa cinquant’anni dall’impresa – Lui mi diceva sempre: ‘Sei un arrampicatore sociale. Tu se non vai con una principessa, non ti muovi nemmeno. Io bevo volentieri un fiasco di vino all’osteria’. Sai quanti in quanti doppi l’ho portato avanti io, di peso, nei primi turni? Poi lui ha giocato meglio in semifinale e finale, ma prima, che fatica: era un po’ indolente. Abbiamo vinto tanti match per 7-5 al quinto con gente più debole“.

La presse

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Il segreto delle loro vittorie e del loro affiatamento era sicuramente: “l’amicizia. Io e Orlando eravamo amici, e si vede che lo sono anche Bolelli e Fognini“. Dice Nicola Pietrangeli a proposito del doppio italiano attualmente più accreditato.

Nicola Pietrangeli fu spesso criticato per la sua non totale devozione al tennis, egli amava divertirsi. «Quante volte mi sono sentito dire: “Certo, se ti fossi allenato seriamente avresti vinto di più!”. E io freddamente rispondevo: “Sì! Ma sapete quanto mi sarei divertito di meno…”», ha dichiarato il tennista italiano migliore di sempre.

Era un uomo con vizi e virtù. La perfezione era lontana da lui. Non amava il riposo prima delle partite e i lunghi ed estenuanti allenamenti. No. Egli amava la vita, le serate, le feste e le donne. «Pur conoscendo Nicola Pietrangeli da sempre, non gli ho mai chiesto se per caso non rimpiangesse di non aver dato al tennis tutta la sua attenzione e le sue energie. Non gliel’ho chiesto perché conosco la sua risposta. Nicola non avrebbe potuto vivere in un modo diverso, non avrebbe mai rinunciato a una cena, a una festa, a una donna per poter giocare meglio una partita», ha confessato Rino Tommasi, telecronista e giornalista sportivo.

La sua non volontà di rinunciare ai lussi che la vita gli poteva offrire si nota anche nelle dichiarazioni di Gianni Clerici suo amico che narra le avventure insieme all’ex tennista: “quante sere non abbiamo passate insieme, nell’aria buia di una discoteca, e le ore delle partite si facevano più vicine. L’angoscia che provavo, da ex-giocatore, da amico, non sembrava neanche sfiorare Nicola”.

Se si fosse allenato di più? Se ci avesse messo più devozione come potremmo parlare oggi di Nicola Pietrangeli? Cosa potremmo dire? Questo non lo sapremo mai. Sappiamo però che comunque sia  andata egli ci ha regalato le gioie tennistiche più belle che l’Italia abbia ricevuto da questo sport. A distanza di circa 50 anni dalle sue partite e dalle sue scorribande il nostro Paese non ha più visto la luce e le giocate che solo lui ha saputo regalarci. Anche Ken Rosewall, ex tennista australiano si espresse sul talento “sprecato” di Pietrangeli elogiando al contrario il suo talento naturale. L’australiano disse:  “Se ai nostri tempi ci avessero confinato in un’isola per sei mesi, senza campi da tennis, e poi ci avessero fatto disputare un torneo, Nicola ci avrebbe battuti tutti quanti”.

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